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Pedopornografia: il rapporto Save the Children

Terzo Rapporto di Stop-It sulla Pedo-pornografia online File sharing, spam, mms ed sms: aumentano per i minori le occasioni di esposizione ad immagini pedo-pornografiche e di adescamento.
di Save the Children | 21 marzo 2006

E l’utilizzo delle nuove tecnologie si estende anche ad altre forme di sfruttamento sessuale.
Rispetto al più tradizionale canale dei siti web a contenuto pedo-pornografico è in aumento sensibile il numero di email  “indesiderate” e il ricorso al file sharing, cioè lo scambio di immagini pedo-pornografiche attraverso i più diffusi software di peer to peer. Inoltre sono sempre più comuni i telefoni cellulari abilitati all’invio di messaggi di testo (sms) e  foto (mms), comprese  immagini pedo-pornografiche. Se a ciò si aggiunge il documentato ricorso al web anche per altre forme di sfruttamento sessuale, come la prostituzione minorile, il risultato è un aumento del rischio, per i minori, di esposizione ad immagini pedo-pornografiche e di adescamento a scopo di molestie, sfruttamento o abuso sessuale.
E’ quanto emerge da “Minori nella rete”- Terzo Rapporto di Stop-It sulla pedo-pornografia online, la pubblicazione annuale, resa nota oggi, di Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dei bambini.

Le tendenze del fenomeno della pedo-pornografia online
Fra il 2004 e il 2005 (da ottobre a settembre) sono state 3.106 le segnalazioni di materiale pedo-pornografico inviate a Stop-It, il 10% in più rispetto all’anno precedente: il 66% riguarda siti Internet (Url), il 20% spamming ed email non richieste, il 10% peer to peer, il 2% chat, l’1% newsgroup.

Internet e pedo-pornografia ma non solo. In “Minori nella rete” Save the Children documenta il ruolo del web anche in altri fenomeni di sfruttamento sessuale come la prostituzione minorile. Nell’ambito del progetto “Orizzonti a colori” di Save the Children, per la prevenzione della devianza e il reinserimento sociale di minori stranieri sottoposti a procedimento penale nella città di Roma, gli operatori del progetto hanno rilevato un mercato di prostituzione maschile e femminile che coinvolge anche ragazzi minorenni di origine rumena e in cui si ricorre al web come mezzo di pubblicità e intermediazione.
Il traffico è gestito da una coppia di partner, maschio e femmina, dediti alla prostituzione di strada. Per accrescere il numero di clienti, i due utilizzano una webcam e un computer collegato con Internet attraverso il quale promuovono i propri “servizi”. Per il cliente interessato si organizza quindi un appuntamento presso l’appartamento di residenza dell’uomo e della donna. In tempi successivi la coppia estende il proprio business, cercando di coinvolgere nel giro di prostituzione anche ragazzi e ragazze minorenni non italiani, segnalati spesso da amici o addirittura da familiari. In alcuni casi, il successo dell’iniziativa consente l’avvio di un meccanismo di migrazione a scopo sessuale. La coppia mette quindi a disposizione la strumentazione Internet  e una stanza riservata, contando su una percentuale degli incassi.

Quale prevenzione? Un vademecum per genitori ed educatori
A sostegno dei genitori e degli educatori, il Terzo Rapporto di Stop-It “Minori nella rete” contiene uno zoom monografico su “Il minore esposto alla pedo-pornografia su Internet”, con, tra l’altro, un vademecum in 22 punti che offre indicazioni utili sia per prevenire l’adescamento e l’esposizione a immagini pedo-pornografiche, sia nel caso ciò sia già avvenuto. I consigli di Save the Children intendono in particolare aiutare il genitore a supportare i propri figli nell’utilizzo di Internet, a comprendere e rispettare lo sviluppo psico-fisico del minore, a suggerire al bambino un modo per esprimere il proprio vissuto in caso sia entrato in contatto con materiale pedo-pornografico.

Identificazione delle vittime di pedo-pornografia e campagne di sensibilizzazione:  osservazioni e raccomandazioni di Save the Children
Il Terzo Rapporto di Stop-It contiene anche un capitolo di analisi di leggi, misure e azioni per prevenire e contrastare la pedo-pornografia online. A proposito per esempio della recente approvazione del disegno di legge 3503, “ci è sembrato un importante passo avanti così come l’istituzione del centro nazionale di contrasto alla pedo-pornografia su internet e l’osservatorio per il contrasto della pedofilia e pornografia infantile”, spiega ancora Carlotta Sami. “Tuttavia le risorse allocate per il loro pieno funzionamento non sembrano sufficienti, né è stata prevista la formazione di personale specializzato nell’identificazione delle vittime di pedo-pornografia. L’individuazione, il supporto e la riabilitazione di chi ha subito questo devastante abuso”, conclude, “dovrebbero costituire l’obiettivo principale a cui tendere. Finora, nel mondo, sono solo 350 le vittime di pedo-pornografia identificate”.


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