Un’indagine quali-quantitativa tra i giovani di 14-24 anni che ci parla di partecipazione attiva, di integrazione tra i media, di libera scelta, di condivisione... e anche di diritto d'autore.
di Gestimpresa per AIE |
23 marzo 2006

Gestimpresa ha realizzato una ricerca per conto dell'AIE per capire se la facilità - indiscutibile - dei giovani nell'utilizzo delle nuove tecnologie, abbia già cambiato o stia cambiando anche il modo di “vivere” dei giovani: di comunicare, relazionarsi, studiare, ed anche quindi di accedere ai contenuti (musicali, video, editoriali, ecc…).
Cosa ne è emerso? Intanto una conferma: solo il 5% dei giovani non usa il pc e solo il 4% usa solo il pc e non internet. Ma il 91% dei giovani tra i 14 e i 24 anni è internauta.
Un nuovo utilizzo del tempo per accedere ai media, musica ed intrattenimento attraverso strumenti tecnologici e tradizionali:
- I ragazzi dedicano circa lo stesso tempo (circa 3 ore la settimana) per leggere i quotidiani su internet o su carta: pur riconoscendo un livello di approfondimento diverso ai due strumenti, il tempo che impiegano per informarsi è il medesimo.
- La televisione continua ad essere vista principalmente attraverso il canale tradizionale (l’83% dei ragazzi dichiara di averla vista la settimana prima, in media 7,5 ore); forse è ancora presto per vedere mutamenti rilevanti essendo on line solo da poco tempo.
- Il tempo, invece, per l’ascolto della radio su internet e della musica sull’ipod (4 ore circa) sta pian piano raggiungendo quello impiegato per l’ascolto attraverso hi fi e radio tradizionali (7 ore in media). Un dato davvero significativo se rapportato al fatto che il 53% dei giovani dichiara di possedere un lettore mp3 o IPOD.
Una curiosità: è però l’integrazione tra il consumo tecnologico e quello tradizionale a vincere tra gli internauti.
- Il 52% legge comunque riviste e quotidiani tanto su internet quanto in forma cartacea (il 27% lo legge solo in modo tradizionale)
- Il 52% ascolta radio/info/musica nelle forme tradizionali, ma il 29% lo fa integrando internet e le nuove tecnologie. E per la tv è il 72% a seguire i programmi sui canali tradizionali; il 18% lo sta integrando con i consumi tecnologici su internet.
Ma i ragazzi cosa fanno principalmente on line?
Al di là dell’utilizzare i motori di ricerca (84% degli internauti lo fa almeno una volta alla settimana), di inviare o ricevere email (66% degli internauti lo fa almeno una volta alla settimana) o recuperare i contenuti per il proprio studio e lavoro (il 27%) - attività comuni per i giovani internauti più occasionali -, vi sono altre nuove forme di utilizzo che stanno prendendo piede rapidamente tra i ragazzi:
- Il 25% dei giovani internauti dichiara di partecipare almeno settimanalmente a chat, forum, ecc..
- il 9% afferma di avere un proprio blog personale dove inserisce settimanalmente i propri pensieri, poesie, ecc…
I giovani non si percepiscono come soggetti passivi del mondo informatico, ma come protagonisti attivi della produzione dei suoi contenuti da scambiare e condividere.
L’identikit del blogger/ “frequentatore di chat”? Ha un titolo di studio di media inferiore (per il 46%); abita in una grande città (per il 50%); usa internet tutti i giorni (60%); accede a internet prevalentemente da casa (per il 55%).
Quanto è diffuso il fenomeno del file sharing?
- Ben il 42% dei giovani internauti ha dichiarato di aver scaricato, nell’ultimo anno, almeno un file da internet con i programmi di condivisione. Si osserva dunque una elevata propensione all’archiviazione digitale considerata come una sorta di accumulazione di una ricchezza utile all’acquisizione di nuovi contenuti (editoriali, musicali, ecc…). E questo avviene pur nella consapevolezza, tra gli internauti abituali, che si tratta di programmi fuorilegge.
- Al diritto d’autore ci pensa però il 50% degli intervistati utilizzatori di internet e non (anche se poi magari volutamente non sempre lo rispetta, mentre l’altra metà se ne dimentica del tutto). Coloro che utilizzano spesso internet, quelli che scaricano, sono ovviamente tra i più scettici:
- il 59% degli intervistati afferma che scaricare opere protette, fotocopiare libri o masterizzare un cd non li considera dei veri e propri reati
- percentuale che diventa il 62% tra gli internauti abituali, il 63% tra chi scarica on line e il 66% tra chi masterizza cd/dvd
- inoltre solo 1 giovane su 2 verifica quando scarica da internet un’opera, se quest’ultima è protetta da copyright. L’abitudine alla condivisione, per la nuova generazione di internauti, rende poco “accettabile” che questo fatto violi il diritto d’autore.
Tutto questo, quale impatto ha sui consumi dei giovani? Secondo quanto dichiarano i giovani internauti abituali, l’impatto è più visibile sulle motivazioni di acquisto che sui comportamenti effettivi. Il cd musicale viene acquistato per farne delle copie da regalare agli amici, o se il cantante o gli autori piacciono particolarmente, come forma di collezionismo, oggetto di culto, riconoscimento anche economico verso gli autori. Così, il 78% degli intervistati dichiara di avere acquistato almeno un cd musicale, un libro durante l’anno e il 61%, un film in dvd/vhs. Se si tratta di acquisti effettuati in edicola, allegati al giornale o nelle riviste, o fatti in librerie o megastore, non lo sappiamo.