“Fra gli enti finanziati la parte del leone l’hanno fatto
i Comuni con meno di 5 mila abitanti, che rappresentano metà degli enti ammessi
al finanziamento”, ha detto Livio Zoffoli, presidente del CNIPA, precisando
poi che “ben l’85% dei progetti coinvolge attivamente associazioni rappresentative
della società civile, con la partecipazione di 450 fra associazioni di categoria,
onlus, ong, circoli, etc. In particolare l’attenzione dei progetti si è concentrata
sui processi di decisione pubblica con l’obiettivo di migliorarne l’efficacia,
l’efficienza e la condivisione con tutti gli attori coinvolti”.
Zoffoli ha inoltre ricordato che “all’interno della 2.a fase del piano di
e-Government, l’e-Democracy rappresenta una linea di azione con una forte propensione
sperimentale, con un’azione caratterizzata da una elevata innovatività e originalità,
sia in termini di contenuti che di approccio alle nuove tecnologie, con l’obiettivo
di favorire ed incentivare dinamiche di adozione e sperimentazione da parte
delle Regioni e delle amministrazioni locali”.
Nella graduatoria i primi classificati tra le 57 amministrazioni locali e regionali in gara sono stati i progetti presentati dai Comuni di Mantova (“e21 per lo sviluppo della cittadinanza digitale in Agenda 21”) e di Roma (“Cittadini in Rete di Comunità Locali” e “edem 1.0”), dalla Regione Lombardia (“Partecipazione allargata al processo decisionale del Consiglio Regionale della Lombardia”) e dalla Provincia di Cosenza (“Voci del cittadino in chiaro”).