Il consueto annuncio che invita tutti i passeggeri di un volo aereo a spegnere, tra le apparecchiature pericolose, i propri cellulari a bordo, varrà solo per le fasi di decollo e atterraggio. Dopo gli USA, che a breve consentiranno l'uso dei telefonini in volo, sarà il turno dell'Europa con Francia e Regno Unito.
E così anche l'Enac, Ente per l’Aviazione Civile ha presentato un piano per consentire le telefonate anche dai cieli italiani. Prima occorrerà affrontare una fase di sperimentazione che, prevista entro l'anno, consentirà di dare le linee guida e il via libera già nel 2006. Ma per telefonare tra le nuvole, occorrerà attendere almeno fino al 2009.
Lo ha reso noto Daniele Carrabba responsabile direzione centrale regolazione tecnica dell'Enac, all'agenzia di stampa APCom , annunciando di aver presentato un safety plan agli organi dell'ente. Oltre ai cellulari compresi anche tutti gli altri pad ( telefonini, computer connessi al web, apparati medici, ecc.) a bordo.
Ovviamente tra le linee guida non potranno non essere considerati primari i problemi legati alla sicurezza, e la valutazione del numero di apparati che potranno essere utilizzati contemporaneamente.
Fornite le linee guida, potrà partire la sperimentazione da parte dei singoli operatori - e in collaborazione con Enac - che se sarà conclusa con successo ci porterà a essere rintracciabili anche ad alta quota.
Infatti il Codacons ha già rilevato il rischio privacy nell'uso del cellulare in aereo, senza contare il disturbo (che però non manca in treno, sul'autobus, o in qualunque luogo in cui vi siano molte persone e una certa necessità di convivenza) che può causare ai passeggeri un utente mobile particolarmente attivo. Oltre all'educazione, un'idea già proposta è quella di spazi riservati a chi vuole telefonare, obbligo di vibracall e posti per “telefonatori”. Ma i costi sembrano salire troppo, e quindi ci si dovrà affidare al buonsenso e all'educazione di ciascun passeggero!