Si tratta di una "invenzione" tutto sommato semplice: un nuovo marchingegno viene posizionato non davanti o vicino alle pompe di benzina automatiche, ma dentro. Questo grazie ad addetti alla manutenzione che si presentano presso benzinai disattenti, che non controllano (come raramente infatti accade anche in Italia) le credenziali. Si professano addetti al controllo ed alla manutenzione dei lettori delle carte di credito per poter mettere benzina ai self service. Ma ovviamente i lettori vengono modificati, utilizzando un piccolo congegno che registra i dati delle carte. Addirittura in Inghilterra, dove per motivi di sicurezza per utilizzare la carta di credito occorre digitare un PIN, il lettore taroccato registra anche il PIN, di fatto rendendo questa misura del tutto inutile.
"Non basta provvedere alla sicurezza delle reti e delle macchine, ma occorre grande attenzione anche al fattore umano – ha dichiarato Mirko gatto, dell’Osservatorio – Si tratta di una "falla" simile a quella del cosiddetto "phishing", ma più grave e difficile da prevenire, perché l’utente non può in nessun modo accorgersi della trappola, che esternamente e’ del tutto invisibile. Occorre quindi informare, per chiedere ai gestori delle aree di servizio di controllare sempre le credenziali di chi ha accesso ai lettori delle carte di credito. In Italia siamo ancora in tempo, ma temiamo che non ci vorrà molto per importare questa nuova truffa."
"E' molto importante controllare con una certa frequenza il macchinario P.O.S. per impedirne la manomissione e la modifica da parte di qualcuno che ha possibilità di accesso all'apparecchio." – ha aggiunto Stefano Meller direttore della divisione tecnica dell'osservatorio della sicurezza informatica.