Il Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, nell'ambito di un'operazione contro la duplicazione abusiva del software condotta nei confronti di imprese e studi professionali, ha sequestrato 65 personal computer e 112 programmi software, nonché denunciato all'Autorità Giudiziaria 9 persone per violazione della legge sul diritto d'autore.
L'operazione è stata condotta dal Gruppo Servizi Vari, guidato dal Maggiore Carlo Simoncini, con il supporto tecnico dei consulenti BSA che hanno collaborato attivamente con i militari durante le operazioni e in fase di perizia del materiale sequestrato.
I finanzieri hanno posto sotto la lente tredici imprese del napoletano operanti in svariati settori merceologici: dalle società di produzione manifatturiera alle agenzie assicurative, dalle società di trasporti marittimi a liberi professionisti (quali agenti di commercio e consulenti amministrativi e finanziari), dalle concessionarie d'auto fino alle aziende di servizi informatici.
In sette di queste aziende (quindi più del 50% del totale controllato) sono state riscontrate illegalità nel parco software utilizzato; oltre a programmi di tipo professionale per PC, durante le verifiche sono state rivenute numerose altre opere dell'ingegno (quali file musicali, audiovisivi, multimediali etc.), riprodotte infrangendo la vigente normativa di tutela del diritto d'autore.
Proprio la continua diffusione della duplicazione illegale del software tra aziende e professionisti è una delle cause principali che spiega la crescita del tasso di pirateria medio in Italia, rilevato per conto di BSA da IDC, prestigiosa società di ricerche di mercato che annualmente diffonde uno studio sull'andamento del fenomeno nei maggiori paesi del mondo. Secondo tale rapporto, diffuso qualche giorno fa, la percentuale di software abusivo sul totale utilizzato nel nostro paese ha superato la fatidica soglia rappresentata da "una copia pirata ogni due", passando infatti dal 50% del 2004 al 53% del 2005. Si tratta di un valore preoccupante che, viste le sue gravi implicazioni sociali ed economiche (mancato gettito fiscale, danno ai livelli occupazionali, alterazione del regime di libera concorrenza, etc.), comporterà inevitabilmente non solo maggiori sforzi in termini di sensibilizzazione, ma anche in chiave repressiva.