Blog, wiki, forum e in genere tutti gli strumenti di comunicazione che prevedono di instaurare una delle conversazioni in rete stanno iniziando a interessare le aziende. Anche imprese di una certa dimensione si stanno avvicinando a questi strumenti di comunicazione, su queste stesse pagine qualche settimana fa è stato analizzato il blog tenuto da Federico Minoli, presidente della Ducati, che racconta il dietro le quinte di corse e passione motociclistica (blog.ducati.com).
Ma quali sono le difficoltà che un'azienda deve affrontare per poter ottenere dei buoni risultati con i blog? Fortunatamente non ci sono problemi tecnici, anche un utente senza competenze tecniche avanzate è in grado di aprire un blog usando una delle molte piattaforme disponibili: di solito basta compilare un modulo e nel giro di pochi minuti si è pronti a "postare" (ovvero scrivere un "post") su un fiammante nuovo blog. È vero che ci sono centinaia di opzioni, funzioni e possibilità di personalizzazione, a chi inizia consiglio di ignorarle e concentrarsi sull'aspetto principale: i contenuti.
Per poter funzionare ed essere parte attiva della strategia di comunicazione dell'impresa, è fondamentale che un blog venga continuamente alimentato con materiale fresco e interessante: un blog che non venga aggiornato almeno una o due volte a settimana arriva presto a diventare controproducente all'immagine. In linea di massima questo non dovrebbe essere un problema, anche nell'azienda più piccola succedono in continuazione eventi che possono essere registrati su un blog: dall'uscita di un nuovo prodotto all'acquisizione di una nuova commessa, dalla conversazione con un cliente alla pubblicazione del link a un articolo interessante, da un commento sull'andamento del proprio mercato a (perché no?) la notizia del nuovo prodotto di un concorrente.
Di solito gli argomenti non mancano, di solito il problema è trovare il tempo. Questo perché quasi sempre la maggiore fonte di argomenti, ovvero il management e la struttura tecnica, è composta da individui molto, ma molto, impegnati. E così siamo arrivati al cuore del problema e contemporaneamente al principale aspetto che si deve evolvere per le aziende che vogliono sviluppare una comunicazione efficiente su internet: la priorità alla comunicazione.
La tradizione consolidata della comunicazione tra imprese e pubblico è infatti composta da un canale monodirezionale gestito dal marketing e la pubblicità: l'azienda promuove, il pubblico compra. Questo ha consentito alle aziende di delegare completamente la comunicazione a uno specifico reparto o, nel caso di aziende più piccole, a fornitori di servizi esterni che si occupano di raccogliere il messaggio, prepararlo e inviarlo attraverso vari canali al pubblico. Sempre secondo questa tradizione, a quest'ultimo non resta che comprare o non comprare il prodotto.
Oggi succede che una parte sempre più importante di questo pubblico passivo si sta trasformando in individui attivi: secondo le ultime statistiche elaborate dal motore di ricerca Technorati, ogni giorno nel mondo vengono aperti 75.000 blog nuovi e vengono scritti un milione e duecentomila post; la dimensione della "blogosfera", ovvero l'insieme dei blog, raddoppia in modo costante ogni sei mesi da tre anni a questa parte. Una parte di questo enorme volume di contenuti che queste persone riversano in rete parla di prodotti, servizi, aziende, per non parlare di recensioni, commenti e critiche che vengono riversati continuamente in forum, wiki e discussion group tematici.
A fronte di quest'evoluzione da parte del pubblico, le aziende devono a loro volta evolversi dando una nuova priorità alla comunicazione: è indispensabile trovare le risorse per comunicare in rete, diventerà sempre più strategico dedicare una parte del tempo del personale delle aziende a gestire e partecipare alle nuove forme di comunicazione che una parte del pubblico oramai pretende.
Recentemente si sono levate alcune voci che sostengono che un'azienda non può permettersi di essere onesta in rete: se un prodotto non vale non può certo permettersi affermarlo sul proprio sito. Ovviamente una certa prudenza è d'obbligo, ma bisogna ricordare che anche se un'azienda decidesse di limitare la propria presenza in rete alla pubblicazione di cataloghi e brochure, la conversazione a proposito dei suoi prodotti continuerebbe a esistere sui siti dei propri clienti. Il modo migliore per partecipare a questa conversazione è attraverso un proprio blog.
Ormai è dimostrato che far finta di niente nella gran parte dei casi non porta a dei buoni risultati.
Paolo Valdemarin, 2006 - Equiliber.org
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