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Cnipa: ecco quanto raggiunto nel 2005

Il Presidente Livio Zoffoli ha illustrato lo stato della riforma digitale dell’apparato pubblico. E Lucio Stanca commenta da osservatore ormai esterno.
di a cura della Redazione | 14 giugno 2006

Cnipa ha reso note le conclusioni tratte dalla Relazione annuale sull'attività nel 2005. Una fotografia che mostra luci ed ombre del complesso processo di modernizzazione della Pubblica amministrazione ma, soprattutto, pone in evidenza che, come ha detto il suo presidente Livio Zoffoli, “il percorso di innovazione tecnologica sostenuto dal Cnipa ha assunto caratteristiche di irreversibilità e di crescente visibilità.”.

Dopo aver citato un passaggio delle considerazioni finali del Governatore Mario Draghi (“la rivoluzione digitale di fine secolo apre una gara di efficienza fra sistemi produttivi: adeguarsi è necessario”), il presidente del Cnipa ha posto l’esigenza di “un salto di qualità, a partire da quello culturale e umano, dal quale dipende la piena affermazione dell’e-Government come strumento capace di migliorare l’efficienza e l’economicità dei servizi ai cittadini e alle imprese e, in definitiva, la competitività del Sistema Paese”.

Dalla Relazione 2005 emerge che la disponibilità, negli uffici pubblici, dei personal computer in rete costituisce la premessa per un uso abituale della posta elettronica, risorsa basilare del nuovo modello di pubblica amministrazione digitale. Nelle amministrazioni e negli enti centrali il rapporto tra caselle di posta elettronica e dipendenti informatizzabili negli ultimi tre anni è quasi raddoppiato: dal 48% del 2002 all’86% del 2005. Lo scorso anno sono state avviate 30 iniziative di applicazione di posta elettronica in 300 procedimenti amministrativi, con un investimento di 50 milioni di Euro, innescando un risparmio a regime di 150 milioni di Euro l’anno.

L’Italia si pone ormai al primo posto in Europa per la firma digitale, di cui sono stati diffusi oltre 2,3 milioni di smart cart. Il nostro Paese è in posizione avanzata anche per la nuova applicazione di posta elettronica certificata-Pec, con dieci gestori certificati, che contano di rilasciare oltre mezzo milioni di caselle nel corso del 2006.
Dopo aver citato i 134 progetti di e-Government, che hanno visto il coinvolgimento di ben 4 mila amministrazioni locali, Zoffoli ha reso noto che il loro stato di avanzamento ha raggiunto il 92%, ma già 62, ossia poco meno della metà, sono già conclusi e ci sono quasi 2 mila servizi disponibili in rete.
Dal marzo 2005 è attivo il Portale nazionale delle Imprese, promosso dal Cnipa, la prima esperienza europea di piattaforma trasversale di cooperazione applicativa. Ai 19 servizi già fruibili on-line se ne stanno per aggiungere altri 80.

Nonostante i molti progressi fatti, "risulta carente o mancante la fase finale del pagamento on-line: aspetto condizionante la diffusione dei servizi di e-Government", per cui è stata auspicata "una maggiore collaborazione ed un impegno chiaro dal mondo bancario".

Elemento qualificante dell’attività 2005 è il protocollo informatico, ormai a regime. In particolare al servizio in ASP aderiscono oltre 30 amministrazioni centrali e locali. Ad esso e alla diffusione della posta elettronica, nell’ambito di una sfida centrale per il recupero di efficienza, si associa l’obiettivo della dematerializzazione della documentazione amministrativa.
Di rilievo anche il progetto del mandato informatico, che è ormai a regime: nel 2005 sono state gestite in rete oltre 22 milioni di atti ed impegni di pagamento.

Soffermandosi sulla qualità della domanda pubblica, il presidente Zoffoli ha rilevato che "la dinamica della spesa pubblica di informatica è componente importante del mercato e contribuisce alla capacità dell’industria di promuovere la ricerca e sostenere con soluzioni adeguate e innovative i piani per la digitalizzazione delle amministrazioni".

In particolare nel 2005 si è registrato un incremento della spesa informatica delle amministrazioni locali e degli enti pubblici nazionali, mentre quella delle pubbliche amministrazioni centrali ha messo in evidenza una contrazione di oltre il 6%. Secondo Zoffoli "desta preoccupazione il taglio rilevantissimo che la Finanziaria 2006 riserva alla spesa informatica nella PA centrale, di cui si lamentano le amministrazioni stesse e il mercato. Pur non ignorando i problemi della finanza pubblica, è evidente che non si possono ottenere risparmi con l’uso delle tecnologie digitali se non dopo aver effettuato gli investimenti necessari".

Accanto alle luci anche qualche ombra
Zoffoli ha rilevato che "lo sviluppo dei servizi di e-Government risulta limitato dalla scarsa diffusione degli strumenti digitali di accesso per il riconoscimento in rete del cittadino".
Così, "l’originale disegno di sostenere tale fondamentale obiettivo attraverso l’emissione della Carta d’Identità Elettronica è stato vanificato da una visione corporativa, da veti e incomprensioni, che hanno causato una situazione tecnicamente insostenibile e non positiva per il Paese". Per questo, ha aggiunto, "serve saggezza e un ripensamento in chiave politica che promuova un’azione tempestiva per assicurare un quadro di riferimento chiaro, coerente, efficace, indirizzato alla rapida diffusione e integrazione fra i vari strumenti di accesso in rete disponibili, ossia Carta d’Identità Elettronica, Carta Nazionale dei Servizi e Tessera Sanitaria".

E non si è fatto attendere il commento di Lucio Stanca, ex ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, che, in una nota alla stampa, difende l'operato del Governo precedente ma anche sottolineando qualli che, secondo il senatore a vita, saranno i punti di debolezza futuri.
Ecco la sua opinione in merito alla situazione dell'ICT italiano legato alle amministrazioni pubbliche.

"L’importanza del ruolo della domanda pubblica nel promuovere la crescita del settore ICT italiano, è stata opportunamente evidenziata dal Presidente del Cnipa, Livio Zoffoli" ha affermato Stanca, sottolineando l’urgenza del dibattito sul problema della concorrenza nel mercato della spesa informatica delle amministrazioni pubbliche locali, argomento che per sua natura non poteva essere oggetto della Relazione del Cnipa, ma che anche il Presidente di Confindustria ha posto all’attenzione durante il suo recente intervento all’Assemblea Generale. "Si tratta della crescita che ho più volte criticato del ruolo delle società pubbliche di informatica possedute dalle Regioni e dagli Enti Locali", ha detto Stanca, "società che non si limitano più in molti casi ad attività di pianificazione e indirizzo degli interventi di digitalizzazione degli enti locali, ma hanno esteso la loro attività anche alla realizzazione e gestione dei progetti creando una chiusura e degenerazione del libero mercato, in un rapporto morganatico e ‘perverso’ fra pubbliche amministrazioni committenti e società in-house che realizzano i progetti di informatica pubblica".

a cura della Redazione


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