Il settore del video on-line sta vivendo momenti veramente magici. YouTube
è forse il fenomeno sulla rete più interessante.
di Luca De Nardo |
05 luglio 2006
Il settore dei video
condivisi in rete grazie a servizi come Google Video e YouTube
sta rivoluzionando definitivamente il modo di concepire e vivere il mondo on-line.
Un video vale 1.000 parole. Nella società iper-multi-mediale le
immagini hanno ormai assunto un valore incalcolabile superando qualsiasi altra
forma di comunicazione. Questo sia nel bene che nel male.
Come già detto, tra i protagonisti che offrono i servizi di condivisione
video più interessanti c'e' YouTube, a detta di molti superiore
a GoogleVideo per usabilità, facilità di upload e velocità
di connessione. Idea probabilmente condivisa da molti visto i numeri che pian
piano sta accumulando e collezionando.
In un solo anno, partendo da zero, senza alcuna campagna pubblicitaria, in un
approccio molto bottom-up, gli utenti che fino ad oggi hanno usufruito dei servizi
di YouTube sono stati oltre 20 milioni, 12 dei quali solo nel mese di
maggio. Ma la cosa interessante è che ogni utente passa in media 36 minuti
di navigazione guardando oltre 43 video.
YouTube era venuta alla ribalta della cronaca per la diffusione alcuni
filmati su cui pende il copyright di case cinematografiche. Ne è l'esempio
i video di cartoni
animati e di serial
TV di successo mondiale. Nello specifico la NBC Universal aveva accuasato
YouTube di aver concesso ai propri utenti di caricare video sotto copyright.
Ebbene, sembra che ora la stessa NBC Universal, intuito l'enorme potenzialità
di YouTube, abbia cambiato idea e voglia utilizzare la medesima YouTube come
straordinario canale di promozione per i prossimi suoi prodotti multimediali
(cinema e TV).
I dati che certificano gli straordinari numeri in crescita di YouTube
provengono sia da comScore media Metrix che da Nielsen//Netratings.
Nel maggio 2006, dei 12 milioni di utenti, il 53,2% sono uomini, il restante
di sesso femminile, mentre per quanto riguarda l'età (dato incredibile)
oltre la metà dei navigatori appartiene alla fascia 35-64 anni, sfatando
quindi il mito che il video e i clip multimediali siano o debbano essere appannaggio
dei minorenni o dei giovani.
Per concludere.
Sembra proprio che il settore abbia imboccato una strada totalmente in discesa.
Oggi condividere un video (della propria famiglia, catturato con un video-fonino,
per la descrizione di un servizio o di un prodotto) è di una facilità
devastante. E se prosperano Google Video e YouTube, l'era del VideoStreaming
vecchia maniera è decisamente morta.