In pratica chiamare col cellulare fuori dal proprio Paese dovrebbe diventare meno caro: si abbasserebbe il prezzo delle telefonate effettuate e non si dovrebbe pagare per quelle ricevute.
Il nuovo sistema prevede per le cosiddette tariffe all'ingrosso di roaming due tetti oltre i quali gli operatori telefonici non potranno andare: uno per le telefonate dirette all'interno del Paese estero in cui si trova l'utente. Di conseguenza viene rivisto il sovrapprezzo che si scarica sul costo al dettaglio delle telefonate, fissando anche in questo caso un tetto massimo: non più del 30% rispetto alla tariffa all'ingrosso corrispondente.
E' proprio su questo punto, il limite per le tarife al dettaglio, che Mandelson e Verheugen non sono d'accordo. Secondo i due commissari infatti si tratta di prezzi che dovrebbe essere il mercato stesso a regolare.
La proposta formale della Ue avverà il 12 luglio per approdare in Parlamento e in Consiglio ed avviarsi verso l’eventuale adozione definitiva entro la prima metà del 2007.
Secondo gli analisti se tali modifiche venissero approvate, colpirebbero duramente gli operatori.
In sintesi, le novità a livello wholesale (all'ingrosso) riguardano il costo massimo del roaming, che sarà pari al doppio del "mobile termination rate" (il costo che un operatore nazionale fa pagare a un altro se un suo cliente utilizza la propria rete) a livello nazionale (circa 24 centesimi di euro al minuto) mentre il costo delle chiamate internazionali sarà fissato a tre volte il "mobile termination rate" (circa 36 centesimi al minuto).
Queste cifre sono indicative, in quanto basate sulla media europea (della cosiddetta "Europa dei 25"). Il limite massimo per le tariffe al minuto praticate a livello "retail" (cioè all'utenza finale) sarebbe infine proposto a 31 centesimi di euro per le chiamate nazionali e 47 centesimi per quelle internazionali.