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PMI Dome

Imprese IT e internazionalizzazione, ancora mediocri

Il processo d'internazionalizzazione delle imprese IT italiane del comparto dell'Information Technology in un recente studio che racconta la nostra realtà.
di AITech-Assinform | 14 luglio 2006
Aziende italiane dell’IT: meno del 9% svolge attività all'estero; solo il 24% ricorre all’aggiornamento del know-how in tempo reale i mercati esteri più sviluppati; circa il 41% collabora con aziende straniere per attività di sviluppo congiunto. E' questa la fotografia scattata dallo studio realizzato da AITech-Assinform sull’internazionalizzazione dell’Information Technology italiana, presentato all’Unione Industriali di Roma, che mette in luce le notevoli difficoltà da parte del nostro Paese a partecipare al processo internazionale di produzione e di divulgazione dell’innovazione tecnologica.

Lo studio parte dal presupposto che, per un settore innovativo come l’IT, l’internazionalizzazione non sia un optional, ma un requisito essenziale non solo per crescere esso stesso, ma per incidere in modo concreto sullo sviluppo e la competitività del  Paese. Oggi, infatti, le difficoltà internazionali dell’informatica italiana si riflettono in modo negativo sulle perfomance dell’intera economia nazionale,  perché fanno dell’Italia un grande importatore di tecnologie e servizi informatici, con un deficit in innovazione espresso dal rosso costante della bilancia dei pagamenti del settore, giunto nel 2005 a -718 miliardi di euro, con un peggioramento del 38% rispetto all’anno precedente.

Ciò significa – ha sottolineato Ennio Lucarelliche il nostro Paese rinuncia a elaborare le soluzioni tecnologiche per la propria modernizzazione, affidandosi per lo più a soluzioni standardizzate realizzate all’estero, che non sempre si rivelano idonee a risolvere i nostri problemi. Questo è una tendenza gravissima  alla marginalità nella sfida mondiale delle idee, del sapere e della creatività, che deve essere assolutamente, e al più presto, corretta e invertita. L’Information Technology è oggi il motore del nuovo ciclo di espansione dell’economia internazionale e anche in Italia il rilancio dell’informatica e l’internazionalizzazione del settore devono costituire un nodo cruciale della politica e degli investimenti per lo sviluppo”.  

Lo studio evidenzia come esistono oggi possibilità concrete di salire sui treni dell’innovazione  ancora in corsa: “l’IT italiana – ha concluso Lucarelli - ha tutte le carte in regola per eccellere nel software applicativo e nei servizi informatici, offrendo nuovi prodotti e soluzioni alla domanda d’innovazione che emerge dal Paese in tutti i campi, da proporre anche sul mercato internazionale”.

Marco Comastri, nell’illustrare lo studio, ha indicato “nel supporto innovativo all’espansione internazionale dei marchi del Made in Italy, che con la loro forza d’immagine di qualità rappresentano una chiave privilegiata di apertura ai mercati esteri, una via per la costruzione di una industria globale dell’IT italiano”, proponendo al Governo il varo di un programma sinergico su questo tema.


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