Resi noti i principali risultati, relativi al 2004-2005, sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nei comuni italiani. Dotazioni tecnologiche e loro utilizzo.
di Istat |
18 luglio 2006
L’Istat ha reso noti i principali risultati della rilevazione sperimentale sulle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei comuni italiani. Le
informazioni sono riferite agli anni 2004-2005 e riguardano gli aspetti
organizzativi della gestione delle tecnologie nell’ambito delle strutture
comunali, le principali dotazioni tecnologiche e l’utilizzo che i comuni ne
fanno in relazione ai propri processi di produzione e all’offerta di servizi
all’utenza.
La rilevazione ha coinvolto nel complesso 3.223 comuni grazie alla copertura pressoché totale del campione pianificato e a un sovracampionamento realizzato in alcune regioni, partecipanti come organi intermedi di rilevazione, che hanno dato la propria disponibilità ad estendere il campo di inda gine.
- Principali risultati
Nel 2005 il 16,2% dei comuni italiani ha dichiarato la presenza di uno o più uffici autonomi di informatica nell’ambito della propria struttura
organizzativa, con una distribuzione molto variabile dal punto di vista
territoriale.
- La quota di amministrazioni dotate di uffici di informatica autonomi decresce a partire dai comuni di
grandi dimensioni (oltre 60.000 abitanti) ove l’87,5% dichiara la loro presenza nella propria
struttura organizzativa, ai comuni con meno di 5000 abitanti, con il 5,3%.
Nell’ambito della propria attività formativa, il 20,0% dei comuni ha organizzato, nel 2004, corsi di formazione su tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Le quote regionali appaiono
piuttosto variabili con un valore minimo registrato in Valle d’Aosta, fino alle percentuali più elevate stimate nelle regioni del Centro e in Campania e Puglia.
Considerando l’insieme dei comuni che erogano formazione ai propri dipendenti, si rileva che l’88,9% dei comuni organizza corsi di livello avanzato e l’87,6% corsi di base.
Nel complesso la quota di dipendenti che hanno seguito corsi di formazione in ICT sul totale dei dipendenti è pari all’8,9%.
Quanto alle funzioni ICT gestite dalle amministrazioni comunali:
- la modalità di gestione più
frequente è generalmente l’outsourcing, attraverso l’acquisto di servizi da fornitori esterni e/o società partecipate. In particolare, tale modalità è rilevante per le funzioni di gestione e manutenzione hardware e software, a cui ricorrono, in modo esclusivo, rispettivamente il 70,5% e il 68,8% delle amministrazioni comunali.
- circa la metà dei comuni esternalizza, inoltre, le funzioni di sviluppo software (50,5%), di gestione di reti telematiche (51,8%) e di gestione di sistemi (49,9%)
- infine, tra le funzioni ICT meno presenti nelle amministrazioni comunali vi sono gli studi e progettazione e il data entry, entrambe assenti in oltre la metà dei comuni.
Per quanto riguarda le dotazioni tecnologiche e il loro utilizzo presso le amministrazioni comunali nel 2005, si rileva innanzitutto che il ricorso a sistemi informatici basati su Mainframe è ormai piuttosto limitato, anche se questa tecnologia viene ancora usata dal 10,0% dei comuni.
Circa il 73% dei comuni, invece, ricorre a tecnologie client/server, adattate dalla quasi totalità dei comuni friulani e trentini, mentre sono i comuni del Piemonte a far registrare la quota più contenuta (46,9%).
Per quanto riguarda altre tipologie di strumentazioni tecnologiche, significativa (22,8%), se pur ancora piuttosto poco frequente rispetto a quanto auspicato dagli obiettivi di legislatura, la percentuale di comuni dotati di lettori di carte elettroniche (smart card), con picchi del 53,1% e del 45,9% registrati
rispettivamente in Toscana ed Emilia-Romagna.
L’utilizzo di Sistemi Informativi Geografici (GIS) è
diffuso nel 21,3% dei comuni italiani.
Nelle amministrazioni comunali vi sono in media 67,4 personal computer desktop o portatili ogni 100 dipendenti, con i valori più elevati fra i comuni del Veneto (87,3), Emilia Romagna (86,2) e Sardegna (86,6), mentre significativamente sotto il valore medio complessivo si collocano Campania (39,2), Sicilia (47,2) e Lazio (48,0).
Passando a considerare il grado di “connettività interna” delle singole amministrazioni, nel 2005:
- l’89% dei comuni disponeva di reti locali (LAN) di cui, l’11% con utilizzo di tecnologie senza
fili (wireless)
- rilevante è anche la quota di personal computer connessi alle reti locali (85,3%), con una
variabilità, anche in questo caso, abbastanza limitata: le percentuali di personal computer connessi alle reti
locali registrano valori massimi fra i comuni friulani (94,9%), toscani (94,4%) e umbri (93,9
%) e minimi in Sicilia (69,1%) e Calabria (70,7%)
- circa il 30% dei comuni dichiara di disporre di una rete Intranet, che risulta presente in tutti i comuni della Provincia autonoma di Bolzano ed è invece meno frequente nelle amministrazioni comunali del Piemonte (14,6%) e de lla Valle d’Aosta (9,9%).
L’utilizzo di sistemi di posta elettronica è pressoché totale dal momento che il 98,1% dei comuni italiani dispone di sistemi di questo tipo, con percentuali prossime alla media nazionale in tutte le regioni.
Soltanto il 19,5% dei comuni dichiara di utilizzare la posta elettronica
certificata per lo scambio di documenti elettronici con valenza legale.
La sicurezza informatica è un problema all’attenzione dei comuni italiani dal momento che nelle regioniè pressoché totale l’utilizzo di dispositivi e procedure di sicurezza di livello più o meno avanzato. In
particolare:
- quasi tutte le amministrazioni (95,7%) prevedono la disponibilità di software antivirus con aggiornamento frequente
- meno abituale l’utilizzo di Firewall (57,3% dei comuni), con una maggiore propensione all’uso da parte dei comuni della provincia di Bolzano, dell’Emilia-
Romagna, Veneto e Toscana
- in generale contenuta (11,4%) la percentuale di comuni dotati di Server sicuri - SSL (Secure Socket
Layer)
Per quanto riguarda il ricorso all’Open Source:
- in media il 25% dei comuni utilizza soluzioni di questo tipo nei propri sistemi informatici
- tra questi, il 63,1% adotta soluzioni open source con riferimento a sistemi operativi su server
- il 42,3% per la posta elettronica
- il 38,7% per applicazioni di office automation
- e il 38,4% per software di sicurezza informatica
Quanto al livello di informatizzazione dello sportello unico, attivo complessivamente nel 46,9% dei
comuni, si stima che per circa la metà di questi (22,7%) non si ricorra ad alcuna procedura
informatizzata; al contrario, soltanto il 2,9% dei comuni ha impiantato soluzioni tecnologiche che
consentono una gestione integrata delle pratiche e la piena interattività con l’utenza fino al rilascio
dell’autorizzazione unica in modalità elettronica, mentre le rimanenti quote di comuni consentono
comunque alcuni tipi di interattività con l’utenza, come la possibilità di fornire elettronicamente
documentazione o di consultare lo stato di avanzamento delle pratiche (14,7%) e/o una gestione in
rete telematica delle pratiche fra le istituzioni coinvolte (6,6%).
Nel 2005, l’adozione del protocollo informatico, secondo quanto previsto dal DPR 445/2000, è presente nel 79,3% dei comuni italiani, con le quote più elevate fra i comuni del Veneto e dell’Umbria (circa
il 94%), mentre le percentuali più basse si registrano fra i comuni delle Province autonome di
Bolzano e di Trento (rispettivamente 43,0 e 44,8%).
Risulta che il 61,3% dei comuni ha realizzato, a tutto il 2004, soltanto lo stadio base, ovvero il nucleo minimo, mentre un ulteriore 9,5% ha anche adottato soluzioni informatiche di gestione
documentale e solo l’8,6% delle amministrazioni comunali ha raggiunto il grado più elevato di
utilizzo del protocollo informatico consentendo l’intera gestione del workflow documentale.
La connettività esterna della amministrazioni comunali e, in particolare, il collegamento a Internet, è
pressoché totale:
- tuttavia soltanto il 32,1% dei comuni dispone di collegamenti in Banda Larga
- le connessioni ad Internet dei comuni sono assicurate nel 69,1% dei casi tramite un provider
privato
- mentre il 41,1% utilizza anche il collegamento con reti pubbliche territoriali
Di fondamentale importanza, anche ai fini del monitoraggio degli obiettivi di legislatura, è l’analisi del
ricorso a procedure di acquisizione elettronica di beni e servizi, l’e-procurement: tale modalità di acquisto,
sembra ancora poco utilizzata dai comuni (6,2%), con percentuali che vanno dal 4,2% del Nord-ovest all’8,0% per le amministrazioni comunali del Mezzogiorno.
Passando all’utilizzo da parte dei comuni di strumenti tecnologici per fornire servizi telematici a famiglie,
imprese ed istituzioni e realizzare le politiche di e-government, si rileva che:
- lo strumento principale dei
comuni è il sito Web istituzionale, la cui presenza nella rete Internet si riscontra nel 65,9% dei
comuni
- pressoché totale l’esistenza di un sito Web istituzionale per i
comuni con più di 10.000 abitanti, mentre solo poco più della metà dei piccoli comuni (54,6%)
risulta in tal modo presente in Internet
- significativa anche se limitata (6,8%) risulta la
quota di comuni che fornisce servizi interattivi attraverso canali telematici diversi dal sito web istituzionale,
ovvero altri siti dedicati o reti telematiche diverse da Internet.
Fra le
amministrazioni con un proprio sito web:
- il 23,4% offre esclusivamente informazioni generali sull’amministrazione e su servizi senza alcuna interazione con l’utenza
- la maggior parte (67,9%)
dei comuni presenti in Internet con il proprio sito istituzionale, consente agli utenti di acquisire elettronicamente la modulistica relativa a servizi comunali e, nel 54,8% dei siti rilevati, tale
funzionalità è anche associata alla fornitura di informazioni di supporto sui singoli servizi
Più contenute le
quote di amministrazioni che offrono servizi telematici con un maggiore grado di interattività con l’utenza:
- solo per il 19,4% dei comuni con un sito web è possibile individuare almeno un servizio di
informazione interattiva, ovvero che consente agli utenti l’accesso telematico a fonti informative e lo scambio di informazioni personalizzate, quali la consultazione di banche dati e cataloghi o la verifica dello
stato di avanzamento delle pratiche
- ancor meno frequente (13,4%) la percentuale di comuni con
sito istituzionale che offrono almeno un servizio telematico “transattivo”, ovvero che rendono possibile
l’espletamento elettronico di tutte le fasi del servizio fino alla conclusione della pratica.