L'advertising svolta e diviene sempre più mobile
Una nuova indagine rivela ciò che è nell'aria da tempo: il settore del mobile attira sempre più utenti e, di conseguenza, aspiranti investitori pubblicitari a caccia di campagne mirate.
di Emanuela Pasino |
12 settembre 2006
Una recente ricerca resa nota di Informa Telecoms and Media prevede che nei prossimi 12 mesi si assisterà a un momento fondamentale per lo sviluppo del business della telefonia mobile. Una ripresa fulminea attende infatti il settore e la causa si chiama ancora pubblicità.
La sempre maggiore diffusione di telefonini multimediali, sempre meno costosi, e lo sviluppo di reti mobili sempre più veloci e ricche di servizi, faranno sì che, entro il 2011, si spendano in pubblicità ben 11,35 miliardi di dollari.
Per gli advertiser si profila infatti un'economia di scala che vede crescere il numero di utenti di anno in anno, con un numero di abbonati che, secondo Informa Telecoms and Media, raggiungerà i 2,1 miliardi entro il 2006. Un'opportunità notevole anche se alcuni ostacoli devono essere superati per raggiungere i risultati sperati: dimensioni degli schermi dei cellulari multimediali, disponibilità reale di banda, interoperabilità tra le reti, senza dimenticare una regolamentazione chiara e rispettata.
Il lato tecnico come quello (forse ancora più importante e complesso da raggiungere) del completo rispetto dell'utente sono problematiche di cui non si può non tenere conto, anche se proprio l'intimità del rapporto con il consumatore attraverso un oggetto che sempre di più è nostro inseparabile compagno quotidiano, è una prospettiva decisamente allettante per gli investitori.
Grazie alle informazioni che gli operatori di telefonia possiedono sui propri abbonati è davvero più semplice realizzare campagne estremamente mirate, senza contare il potenziale dell'advertising sul mobile per quanto riguarda l'annoso problema della misurazione e monitoraggio dei risultati. Proprio un accesso così "spinto" ai dati dell'utente continua ad essere "croce e delizia" di questo settore.
Ma proprio i nuovi contenuti multimediali, la tv mobile, il gaming, ecc. potrebbero essere la chiava per avvicinarsi a un abbonato consenziente. Se è vero che un "no" generalizzato aveva colpito - secondo le indagini sui consumatori - la pubblicità via Sms o Mms, la disponibilità cambia quando si tratti di un accordo conveniente per entrambe le parti. Pubblicità "sì", rivela una nuova indagine, purché consenta poi di accedere a servizi mobili altrimenti a pagamento.
Tra advertiser sempre più vicini e operatori sempre più pressati dalla concorrenza su tariffe e offerta, il 2006 si profila come un anno di svolta, soprattutto nell'atteggiamento e nelle strategie per avvicinare un potenziale così elevato. E alla fine, tra qualche mese, le somme potranno essere tirate, magari con la calcolatrice del proprio telefonino.
Emanuela Pasino