McAfee conferma: lo spyware è uno sconosciuto pericoloso
Poca consapevolezza e capacità di difendersi a fronte di una crescita esponenziale di adware e spyware. I principali distributori sono i siti web di divi e celebrità.
Redazione PMI-dome |
13 settembre 2006
McAfee ha annunciato la disponibilità di un documento dal titolo "Adware e Spyware: chiarimenti sul Financial Web.", che evidenzia gli incentivi economici che contribuiscono all’aumento di adware e spyware, e i responsabili del problema direttamente dal sito.
Lo studio di McAfee dimostra che coloro che distribuiscono adware e spyware abusano dei programmi di marketing di affiliazione di aziende legittime. Inoltre, coloro che diffondono adware utilizzano aziende e siti web di copertura per raggiungere utenti ignari e intermediari, il che significa che i siti legittimi si scoprono legati a noti distributori di spyware. I programmi si installano sulla macchina dell’utente, spesso come compensazione in cambio di un software “gratuito”, e vengono utilizzati per raccogliere dati di marketing e distribuire pubblicità mirate.
I principali risultati della ricerca evidenziano quanto segue:
I divi attraggono più del sesso. Secondo McAfee i più prolifici “distributori” di adware sono i siti web di divi e celebrità – e non, come comunemente si pensa, i siti web per adulti o con contenuti pornografici.
La prevalenza di adware e spyware sta aumentando a un tasso esponenziale. A maggio 2006, esistevano oltre 700 famiglie di adware con oltre 6.000 varianti.
Una recente indagine condotta da McAfee SiteAdvisor ha rilevato che il 97% degli utenti Internet potrebbe non riconoscere i siti sicuri da quelli che non lo sono, il che significa che la maggior parte degli utenti sono a rischio dei cosiddetti PUP o programmi indesiderati.
Il modello di business dell’adware è a scopo di lucro. Una recente accusa criminale ha presunto che Jeanson James Ancheta, un bot-herder (padrone di botnet) condannato, abbia ricevuto 150 dollari per ciascuno dei 1.000 computer infettati.
Il documento inoltre evidenzia che commercianti e consumatori sono confusi da spyware e adware, così come sono confusi i confini tra software malevoli, programmi indesiderati e software benevolo.