Se si riuniscono le opinioni di 100 professionisti che si occupano sul web di paid search e si confrontano con altrettanti professionisti specializzato nell'ottimizzazione organica di siti per i motori di ricerca, emergeranno teorie convincenti da ambo le parti per affermare che uno o l'altro metodo generano un maggiore tasso di conversione.
Un nuovo studio condotto da WebSideStory guarderà la questione da ambo i lati.
La ricerca ha preso in esame i dati sui tassi di conversione e sul traffico di 20 siti e-commerce durante i primi otto mesi di 2006.
L'investimento in paid search ha prodotto un tasso di conversione medio del 3,4%. Mentre i risultati sui motori di ricerca (non acquistando sponsorizzazioni) hanno prodotto un tasso del 3,13%.
La conclusione? Entrambi i metodi hanno dei vataggi. Acquistare spazi, parole chiave e link sponsorizzati sui motori (paid search) permette un controllo della campagna e la previsione di tassi medi di conversione.
L'essere ben ottimizzati per i motori senza appartenere ai link sponsor, consente di essere considerati più affidabili da chi effettua la ricerca, e arrivare ad alti tassi di conversione.
Ciò detto, secondo Rand Schulman, CMO di WebSideStory, la scelta migliore è quella di una strategia mista.