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Finanziaria e tecnologia, ecco cosa cambia

Innovazione? Poca. DTT tanto! Ma anche la banda larga nel Mezzogiorno viene inclusa negli aiuti economici statali
di Emanuela Pasino | 05 ottobre 2006

Tra polemiche, scontenti ed apologie, il 29 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge Finanziaria 2007 su proposta del ministro Tommaso Padoa Schioppa. Approvato anche il Disegno di legge concernente il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.

Nel disegno di legge sono trattati anche temi che riguardano , l'hi-tech e in barticolare banda larga e digitale terrestre. Come qualcuno ha già fatto notare poca attenzione all'innovazione e molta a settori discussi.

Grande clamore ha suscitato infatti l'aiuto stabilito per la diffusione del digitale terrestre, ben 120 milioni di Euro in tre anni. In effetti questo è per ora un settore che non ha saputo dimostrare una particolare vitalità e capacità di produrre valore, ma lo Stato ha deciso di "acchiapparlo per i capelli", dimenticando magari emergenze croniche o altri mercati (un esempio il WiMax) che potrebbero decollare in tempi brevi con una spinta in più.

La banda larga, e quindi il problema del digital divide, è comunque presa in considerazione. In particolare nel Mezzogiorno.
Per "sostenere nuovi processi di realizzazione delle infrastrutture per la larga banda e di completare il “Programma per lo sviluppo della larga banda nel Mezzogiorno”, le risorse del Fondo aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono incrementate di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009."

Ma il DTT resta il pezzo forte di questa Finanziaria.
Obiettivi: diffondere la tecnologia della televisione digitale sul territorio nazionale; incentivare la produzione di contenuti di particolare valore in tecnica digitale; incentivare il passaggio al digitale terrestre da parte
del titolare dell’obbligo di copertura del servizio universale; favorire la progettazione, realizzazione e messa in onda di servizi interattivi di pubblica utilità diffusi su piattaforma televisiva digitale; favorire la transizione al digitale da parte di famiglie economicamente o socialmente disagiate; incentivare la sensibilizzazione della popolazione alla tecnologia del digitale.

Tutto questo con 40 milioni l'anno per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.
Di contro (un colpo al cerchio e uno alla botte) anche le emittenti locali riceveranno un aiuto di 30 milioni di euro l'anno fino al 2009. Un intervento probabilmente volto a proteggere quanti in quel contesto lavorano e sono sottoposti a una concorrenza spietata da parte della "nuova televisione" digitale in tutte le sue declinazioni.


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