FIMI al Governo: i contenuti in rete sono strategici
Durante l'Assise sulla Governance di Internet Enzo Mazza, Presidente della FIMI, ha fatto il punto sulla crescita dei contenuti musicali in rete.
di a cura della Redazione |
18 ottobre 2006
Durante l'Assise sulla Governance di Internet, organizzata a Roma dal Ministro Nicolais, Enzo Mazza, Presidente della FIMI – la Federazione dell’industria musicale italiana, aderente a Confindustria - ha fatto il punto sulla crescita dei contenuti musicali in rete.
"La musica liquida - ha spiegato Mazza – ha già raggiunto l'8% del mercato discografico italiano e vi sono ottime prospettive di crescita grazie alle offerte derivanti da tecnologie e modelli di business flessibili, sempre più vicini alle necessità dei consumatori. L'operazione Google-YouTube e la disponibilità di videoclip musicali delle maggiori case discografiche che ogni utente potrà utilizzare liberamente su queste piattaforme, confermano come la musica oggi sia il contenuto leader nel panorama della rete".
Mazza ha chiesto al Governo italiano un forte impegno nell'incentivare e sostenere la musica italiana nelle reti digitali.
Di seguito i punti salienti del documento FIMI relativo all'audizione.
Panoramica di mercato
IFPI, la federazione internazionale dell’industria fonografica, ha annunciato che globalmente, le vendite di musica su internet e tramite la telefonia mobile hanno superato il miliardo di dollari di fatturato nel 2005 e costituiscono il 6% del mercato globale. In Italia, nel 2005, sono state vendute online oltre 14 milioni di canzoni.
Benché il contenuto online sia fondamentalmente lo stesso di sempre, ovvero costituito da registrazioni musicali e video musicali, l’ambiente online ha consentito all’industria discografica, insieme con numerosi partner, la creazione di prodotti e servizi completamente innovativi: dalla distribuzione di brani a pagamento in download, a quella in abbonamento, all’affitto o all’acquisto di videoclip in streaming, sia in rete, sia nella telefonia mobile fino a modelli di social networking che coinvolgono sempre di più il consumatore.
La rivoluzione digitale è sempre più repentina e nuovi modelli emergono con cadenza quotidiana. I più recenti servizi, ad esempio, includono la possibilità di ottenere musica gratuitamente in cambio di piccoli spot pubblicitari. Sulla telefonia mobile è sempre più comune anche l’offerta di interi album precaricati su memory card accluse al telefonino.
Anche nell’area del file sharing (p2p) stanno nascendo interessanti servizi legali che consentono agli utilizzatori di scambiarsi brani e videoclip in un ambiente protetto quali l’iniziativa di Arvato.
Fino ad etichette, tipo l’italiana H2O, che operano solo in ambiente online.
Google e YouTube
Tra i più recenti sviluppi del mercato digitale vale la pena di segnalare il recente accordo raggiunto dalle maggiori etichette con YouTube e Google per la diffusione di videoclip tramite i servizi di social networking, con la possibilità per gli utilizzatori di integrare le propri pagine o i propri video con contenuti legali, l’annuncio di MySpace che metterà in vendita i contenuti, senza protezioni, di tre milioni di band senza contratto discografico, l’annuncio di SpiralFrog che offrirà audio e videoclip ai propri clienti tramite un modello sostenuto dalla pubblicità.
Si tratta di servizi globali, in grado di attrarre milioni e milioni di utenti da tutto il mondo, con grandi opportunità anche per la visibilità di repertori locali.
Policy per incentivare la produzione di contenuti musicali locali
In Italia la musica prodotta e commercializzata è per il 50% di artisti locali e la musica italiana gode di una consistente quota di mercato nell’export di prodotti discografici in Europa. Le potenzialità per la veicolazione della produzione artistica italiana tramite la rete internet e i servizi digitali sono enormi ma vanno favorite con opportune politiche di incentivazione. La recente finanziaria ha inserito un credito d’imposta che si estende anche alla digitalizzazione dei repertori delle piccole e medie etichette musicali italiane e ciò è sicuramente un fatto positivo. Oltre a ciò, vanno favorite tutte quelle politiche di promozione internazionale della produzione artistica italiana che possa così competere sul piano globale con l’offerta musicale proveniente da altri mercati.
Interoperabilità e accesso
Un elemento determinante per la crescita dei contenuti digitale in rete è data dalla possibilità, per ogni consumatore, di disporre di contenuti dalle diverse piattaforme online su ogni device scelti dal consumatore stesso, sempre mantenendo un regime di tutela dei diritti che riconosca alle imprese e ai creatori un’adeguata remunerazione. Secondo FIMI è sbagliato individuare nell’eliminazione dei sistemi di DRM la soluzione per l’interoperabilità.
Deve essere invece promossa e favorita una politica cross-industry che consenta lo sviluppo di sistemi di DRM che garantiscano l’interoperabilità e di conseguenza la definitiva affermazione dei modelli di distribuzione digitali. Molti sono i consessi internazionali già attivi nella ricerca di soluzioni che favoriscano l’interoperabilità tra sistemi di DRM e tali iniziative vanno preferite alla logica della standardizzazione promossa da Stati o da istituzioni internazionali (il DRM di Stato).
Proprietà intellettuale
FIMI sottolinea la necessità di una adeguata difesa della proprietà intellettuale e un’efficace azione di contrasto al fenomeno ancora dilagante della pirateria e della contraffazione passa attraverso la tutela, il sostegno e l’applicazione delle norme attualmente in vigore.
"Conoscenza" e "difesa" del diritto d’autore sono due facce della stessa medaglia: "il nostro impegno, e speriamo quello del Governo Italiano, deve essere quello di continuare sulla strada delle campagne di sensibilizzazione sull’importanza e il valore della proprietà intellettuale, sia per i cittadini sia per il mondo imprenditoriale."
"Certamente non possono essere condivise teorie che favoriscono la libera fruizione e condivisione di opere protette senza il consenso dei titolari dei diritti, anche tenuto conto delle decine di opportunità di fruizione di contenuti legali evidenziate precedentemente."
E FIMI conclude con alcuni temi molto discussi e controversi: la normativa italiana e il ruolo degli ISP.
Ecco come si conclude l'intervento FIMI:
"Rimane a nostro avviso un punto fermo che non può essere ignorato, una linea del Piave della legalità a tutela del diritto d’autore: la possibilità della deterrenza dell’azione penale come arma dissuasiva nei confronti della pirateria su vasta scala, sia essa digitale sia fisica. Non solo, proprio perché è interesse comune di tutte le parti coinvolte nello sviluppo del mercato digitale, ampliare al massimo l’offerta legale, è anche necessario che tutti gli operatori collaborino per mettere ai margini i comportamenti illeciti.
I service provider (ISP) devono giocare un ruolo essenziale che oggi non vogliono assumere, ovvero, intervenire prontamente sulle segnalazioni dei titolari dei diritti per rimuovere i comportamenti illeciti (Notice & Take Down). Non vuol dire diventare il poliziotto delle rete, come qualcuno si ostina a sostenere, ma semplicemente mettere in pratica un sistema rapido ed efficace di rimozione dell’illegalità, peraltro prevista in tutti i contratti con i propri clienti dagli operatori di comunicazione.
La resistenza delle società di telecomunicazioni nell’intraprendere una decisa azione fa purtroppo pensare che il business principale sia ancora quello della connettività (banda larga) e non quello dello sviluppo dei contenuti. Una visione miope che ha portato a incentivare nel consumatore l’immagine di una rete dove una volta che si ha avuto accesso i contenuti sono gratis, senza distinzione tra legale e illegale.
La svolta nei confronti dei contenuti, con società che hanno orientato le proprie strategie verso il concetto di “media company” dovrebbe far mutare tale approccio, ma nel frattempo, sarebbe utile definire un adeguato sistema di rimozione dei contenuti illeciti e definire con chiarezza le responsabilità degli ISP introducendo un meccanismo risarcitorio adeguato nei
confronti dei titolari dei diritti danneggiati.
Tenendo conto anche dell’inarrestabile affermazione delle nuove tecnologie per lo sviluppo del mercato musicale, gli obiettivi da perseguire, nell’ambito specifico della tutela dei diritti, possono essere individuati nei seguenti punti:
- Rafforzare il rispetto della normativa vigente, sia italiana che europea; occorre, quindi, concentrare gli sforzi nella fase applicativa, favorendo le azioni di contrasto delle Forze dell’Ordine e, al contempo, sensibilizzare i cittadini sull’importanza del diritto d’autore;
- Riconoscere e tutelare la proprietà intellettuale come una delle basi del processo di crescita del Paese;
- Incoraggiare l’uso di strumenti adeguati per affrontare le sfide e per cogliere le nuove opportunità legate ai contenuti digitali."
a cura della Redazione
Fonte FIMI