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L'e-mail marketing è ancora efficace?

Pur restando uno degli investimenti più ricercati e costosi della pubblicità online, non sembra che giustifichi tutto questo entusiasmo... forse!
di Jacopo Gonzales | 19 ottobre 2006
Come chiunque, anche io spesso ricevo email "commerciali" nella mia casella di posta. Al di là dei frequenti casi di spam, mi sono spesso chiesto perché, ad oggi, si punti ancora troppo sull’email marketing, sopravvalutandolo come strumento o perché si definiscano le campagne di direct email marketing efficaci.

Molte dinamiche a mio avviso sono cambiate negli ultimi anni, e giusto ieri parlavamo di nuovi approcci nel contatto con l’utente tramite i motori di ricerca (vi sono certo anche altri modi). Io ho impressione che talvolta il c.d. marketing mix sia inteso più come un calderone in cui buttar dentro tutte le possibilità di contatto che si hanno a disposizione per rintracciare il cliente, o potenziale tale.

Probabilmente l’ormai inefficace comunicazione a mezzo email di un messaggio promozional/commerciale trova una parziale giustificazione nel fatto che lo spam via email ormai ci ha reso tutti sotto attacco di comunicazioni non richieste, e quindi percepiamo con fastidio quanto 'non richiesto'. Ritengo anche però che, parlando dei casi in un cui si è autorizzati a comunicare con chi ha rilasciato esplicito consenso (vedi opt-in ormai double), vi sia una certa insistenza e persistenza nel voler sollecitare il consumatore, con stimoli spesso eccessivi.

Chi si occupa di web marketing, e più in particolare di email marketing, sa bene che i tassi di apertura, per quanto riguarda liste utenti non proprio nuove, si aggirano sul 30%, e mediamente i CTR (ovvero click/aperture o click/invii ) di una campagna di email marketing ruotano intorno allo 0,5% - 1%, con picchi leggermente più alti a seconda della contingenza. Il che costituisce un valore palesemente basso, oltre che prossimo allo zero, mentre la profilazione del target è aspetto assai costoso, a tutto svantaggio del ROI.

Ora senza voler neppure considerare i casi in cui la richiesta di opt-out non ha successo, vorrei soffermarmi su alcuni dati emersi da una ricerca condotta lo scorso luglio da Epsilon Interactive, azienda specializzata in email marketing, sul mercato statunitense. Lo studio ha rivelato che:
  • il 65% degli utenti che utilizzano l’email sono soggetti ad un blocco delle immagini, il che semplicemente significa che se la vostra email contiene una creatività (ovviamente fatta di immagini), questa di default non viene vista, perchè filtrata prima, lato software (i.e Outlook) o provider (i.e Hotmail).
  • Di questi, il 69% degli utenti, attivano la visualizzazione immagini, ed il 94% di questi occasionalmente le visualizza.
  • Il 90% qualche volta attiva le immagini di email ricevute da amici e parenti.
  • Il 69% attiva le immagini nelle email riguardanti comunicazioni o ordini effettuati su un sito di ecommerce
  • Il 57% attiva la visualizzazione delle immagini in email promozionali inviate da siti su cui hanno un account aperto, o su cui hanno acquistato, o in email inviate da chi ha ricevuto espressamente autorizzazione ad inviare email.
  • Ttalvolta il 31% attiva le immagini in email ricevute da parte di chi non è autorizzato all’invio, ma di cui riconoscono il nome e di cui si ‘fidano’.
  • Il 16% qualche volta decide di scegliere di visualizzare le immagini contenute email promozionali e commerciali inviata da sconosciuti, ma i cui contenuti o offerte possono interessanti.
Jacopo Gonzales
MarketingRoutes.com

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