Cina: blogger fuori dall'anonimato
Anche per le pagine personali in rete la censura e lo stretto controllo sono all'orizzonte. Il governo vuole sapere chi scrive cosa, e il blogger non può più essere anonimo.
di Luca De Nardo |
24 ottobre 2006
Mentre il numero di blogger mondiali aumenta, in alcuni paesi la libertà diffusa di esprimersi e condividere opinioni sulla rete, non piace. In Cina si è scelta così una strada limitante e decisamente discutibile per risolvere la questione.
Tutti i blogger dovranno infatti identificarsi come tali utilizzando il proprio vero nome e dovranno comunicare la loro attività online alle autorità cinesi attaverso la Internet Society of China.
Quest'ultima dichiara, per voce del suo rappresentante Huang Chengqing, che tale intervento è una "scelta inevitabile" affinché il mercato dei blog, decisamente in buona salute nel paese, si sviluppi in modo corretto.
Ma il sistema che prevede che, da tutti i nickname e gli pseudonimi, si possa agevolmente risalire al legittimo proprietario, non è facile da realizzare. Lo ammette lo stesso Chengqing, che pensa anche ad alcuni problemi di privacy e promette di interpellare i blogger stessi prima di realizzare una simile iniziativa.
Considerando, tuttavia, che il pensiero ufficiale è che vi siano blogger che rappresentano una pessima influenza per i cittadini, c'è da aspettarsi che tale consultazioni porti a un risultato un po' scontato.
D'altra parte lo sviluppo delle pagine personali online è quanto di più temibile possa nascere per un governo censorio, se in anonimo; e quanto di più conveniente quando tale anonimato venga demolito.