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PMI Dome

Dal progetto Donne in Rete il portale perledonne.it

Un luogo dedicatoa donne e famiglia, con servizi gratuiti sulla formazione e sul lavoro, e informazioni per il supporto alla persona e alla famiglia.
di a cura della Redazione | 27 ottobre 2006
Nell’ambito del progetto Donne in Rete, della durata complessiva di 12 mesi, è stato realizzato il portale www.perledonne.it attraverso il quale sono stati offerti alle donne servizi gratuiti inerenti la formazione e il lavoro e informazioni su soggetti che si occupano di supporto alla persona e alla famiglia. Alle aziende e agli enti il portale ha offerto l’opportunità di presentare le proprie iniziative rivolte alle donne e accedere a servizi gratuiti di consulenza organizzativa e coaching.

Il progetto Donne in Rete è nato con l’obiettivo di favorire la comunicazione e la collaborazione tra strutture pubbliche e private e aiutare la circolazione di informazioni su opportunità ed interventi che possano supportare le donne ad inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro e a conciliare vita professionale e familiare.
Realizzato in ATS da ACTL - Associazione Cultura e Tempo Libero, Unioncasa, Gender e AccentiRosa e co-finanziato dalla Regione Lombardia, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Fondo Sociale Europeo, il progetto ha promosso azioni di sensibilizzazione e attivazioni di scambi tra servizi pubblici e privati in tema di pari opportunità e politiche di conciliazione.

"La Camera di commercio - ha dichiarato Dario Bossi, presidente di CISGEM, azienda speciale della Camera di commercio di Milano - è impegnata per diffondere una cultura attenta alle esigenze delle donne, a partire dalla presenza nelle imprese".

E del valore riconosciuto alle donne nel mercato del lavoro e le azioni e gli interventi per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e famigliare si sono confrontati aziende, istituzioni, ed enti durante il convegno "Il valore delle donne nel mercato del lavoro" organizzato da ACTL, Unioncasa, Accentirosa e Gender con il patrocinio della Camera di Commercio di Milano, che si è svolto a Milano, presso Palazzo Turati.
Diverse indagini sottolineano le notevoli difficoltà che le donne giovani o adulte con famiglia incontrano nella crescita professionale e nel conciliare sfera lavorativa e vita familiare. Il tasso di occupazione femminile in Italia, è del 45,2% (Ocse 2006), in particolare in Lombardia è pari al 55,1%, a Milano e Provincia è pari al 58,2% (OML Provincia di Milano su dati Istat 2005).
Secondo un’indagine Isfol PLUS del 2005 tra uomini e donne permane una differenza retributiva, in media del 22% e la maternità è ancora la causa principale dell'abbandono del lavoro da parte delle donne. Il 13,5% delle lavoratrici, infatti, esce dal mercato del lavoro, momentaneamente o definitivamente, dopo la nascita di un figlio, proprio per occuparsene direttamente. (ISFOL)

Conciliazione vita professionale e famigliare: un problema ancora solo femminile
La conciliazione tra impegni famigliari e professionali è ancora vissuta come un problema che riguarda esclusivamente le donne.
Uomini e donne rimangono fortemente ancorati ai ruoli tradizionali. La cura della famiglia è infatti completamente a carico delle donne, solo l'11% dei padri si occupa in modo sostanziale dei propri figli in età prescolare e coloro i quali lo fanno appartengono a categorie professionali, quali impiegati e insegnanti, i cui orari e modalità di lavoro favoriscono la tanto auspicata ridefinizione dei compiti paterni (ISFOL).

Le aziende "family friendly": un obiettivo non solo per le donne Essere aziende "family friendly" ovvero attente ai bisogni delle risorse attraverso l’implementazione di azioni che supportino le donne e dunque la famiglia nella conciliazione tra impegni professionali e famigliari, rappresenta un modello che offre opportunità non solo alle famiglie ma anche al sistema delle imprese.
Tuttavia, tali modelli di imprese sono ancora poco diffusi tra le aziende, e a ciò si aggiunge la carenza di informazione sulle agevolazioni a favore delle imprese che attuano interventi di conciliazione tra lavoro e famiglia: agevolazioni economiche previste dalla legge per chi attua politiche di responsabilità sociale (la legge 53/2000, per esempio, prevede 20 milioni di euro all’anno per progetti di flessibilità) con un elevato ritorno in termini di fidelizzazione delle risorse; agevolazioni a favore delle aziende per incentivare l’inserimento delle donne negli organici (legge 125/91); contributi per le aziende che promuovono azioni per favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia.

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