Dimezzati i costi per i servizi di tlc nella PA
Grazie agli accordi quadro tra PA e fornitori di soluzioni il risparmio ha raggiunto risultati significativi.
di a cura della Redazione |
31 ottobre 2006
I costi per i servizi di telecomunicazioni e trasmissione dati nella Pubblica amministrazione centrale si sono più che dimezzati nel giro di pochi anni, pur a fronte dell'adozione di tecnologie sempre più sofisticate e, soprattutto, del notevole aumento della capacità di banda complessiva. In particolare dai 135,3 milioni di Euro spesi nel 2004 si scenderà ai 66 milioni del 2007.
"Questo risultato si inserisce nel complesso processo di ammodernamento della PA centrale", sottolinea il Ministro per le riforme e innovazione nella P.A, Luigi Nicolais, "non solo in chiave di efficienza, ma anche nell'azione di risanamento dei conti pubblici e soprattutto di contenimento della spesa".
L'obiettivo è stato raggiunto grazie agli accordi quadro gestiti dal CNIPA che regolano la fornitura di servizi della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione (Rupa): sono stati infatti introdotti nuovi meccanismi contrattuali grazie ai quali già nel periodo di validità dei contratti in essere è stato possibile adeguare i costi sostenuti dalle Amministrazioni per i servizi di telecomunicazioni ai migliori livelli di mercato e di pianificarne l'evoluzione verso il Sistema Pubblico di Connettività (SPC), che interesserà non più solo la PA centrale, ma tutte quelle Regionali e locali, dando così vita alla interconnessione tra uffici pubblici".
I risparmi acquisiti dalle pubbliche amministrazioni, centrali e territoriali, rappresentano una grande opportunità non solo per migliorare i servizi a larga banda, ma anche per sfruttare le convenienze dell'adozione dei moderni impianti VoIP (la telefonia attraverso internet), in grado di sostituire i vecchi centralini e di abbattere i costi delle comunicazioni; di adottare servizi di tlc molto più sicuri e veloci e, infine, di estendere le reti e i servizi in mobilità.