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PMI Dome

CSI/FBI, indagine 2006 sulla sicurezza informatica

Vi sono ancora imprese prive di sistemi di difesa a causa del poco budget investito contro le frodi on-line, ma oggi è possibile proteggersi anche senza spendere soldi.
di Luca De Nardo | 09 novembre 2006
Secondo la indagine del Computer Security Institute, quest'anno le perdite economiche subite dalle aziende campione (615 aziende) ammontano a 268.000 dollari poiché, sebbene le "difese" si siano ampliate e la sensibilità al problema delle frodi on-line si sia sviluppata, vi sono ancora aziende prive di sistemi di difesa adeguati (Antivirus, Firewall, Intrusion Detection System ecc.).
Il dato relativo agli investimenti in Sicurezza è, infatti, ancora basso (solo il 40% delle aziende dedica oltre il 2% del budget dell'ICT alla Sicurezza) e ben il 5% degli intervistati ha dichiarato di non applicare alcun sistema finalizzato alla verifica di efficacia delle misure di protezione.

Grazie al prolungarsi della campagna di sensibilizzazione alla sicurezza informatica condotta da GlobalTrust, però, gli utenti del Web possono finalmente contare su un’ampia gamma di soluzioni per combattere le intrusioni e gli attacchi informatici via Internet, senza dover spendere denaro. È, infatti, possibile soddisfare l’esigenza di essere sicuri e protetti durante operazioni finanziarie e interazioni digitali grazie a tecnologie che - distribuite in numero elevato gratuitamente e per sempre, o in versione evaluation gratuita - assicurano la protezione delle comunicazioni su Internet (verifica on-line dei contenuti, autenticazione reciproca, crittografia e assicurazione di identità) dalle frodi informatiche e dai sempre più frequenti attacchi di Phishing (frode informatica realizzata con l'invio di e-mail contraffatte, finalizzata all'acquisizione di dati riservati per scopi illegali) o di Pharming (truffa on-line che, tramite un intervento creato ad arte sul profilo delle vittime, le indirizza a un sito fasullo che richiede la registrazione attraverso un modulo per carpirne dati sensibili e finanziari).

Ad avvantaggiarsi di questa opportunità può essere sia l’utenza commerciale sia quella privata, entrambe costrette a difendersi dai cracker. La prima è, infatti, obbligata dall’economia moderna a estendere l’accesso alle proprie risorse sensibili a un numero sempre crescente di attori (impiegati, soci, fornitori e clienti) e deve quindi saper gestire sia l’elenco di identità sia le relative responsabilità legate alla loro amministrazione, poiché una cattiva gestione o un furto potrebbe causare ingenti perdite di denaro e danni all’immagine aziendale dovuti alla sfiducia degli utenti nei servizi offerti. La seconda lotta sempre più con una vita dai ritmi frenetici, che può essere agevolata da transazioni on-line le quali, però, possono minare la riservatezza dei dati personali (carte di credito, recapiti ecc.) con la conseguente possibilità di essere vittima delle truffe informatiche quando si utilizzano i servizi di E-commerce, Internet Banking ed E-business in generale.

A tutto queste esigenze dettate dalla società della tecnologia risponde, in modo assolutamente gratuito, la Risk Mitigation Suite (RMS): insieme di prodotti e utilità per sensibilizzare gli utenti all'uso sicuro di Internet e dei propri sistemi.

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