Ma
la domanda che ci si deve porre è: ma siamo sicuri
che tutto sia vendibile? Possibile che qualsiasi
prodotto o servizio sia facilmente percepito dal potenziale
acquirente, in ottica di acquistarlo, solo perché
questo è reso disponibile on-line?
NO. E questo è ancor più valido nella realtà
italiana, dove la cultura, la storia mercantile latina,
enfatizzano alcuni limiti della vendita on-line.
La percezione dei sensi non si ferma solo alla vista, tipico dell'on-line.
Entrando in un negozio di accessori di abbigliamento,
prima di acquistare una cravatta od un foulard, ci
aiutiamo, oltre che con la vista, anche con il tatto,
per sentirne la consistenza del tessuto e la sua morbidezza.
Molti
acquirenti trovano difficile acquistare senza provare,
toccare.
Eccezione viene fatta quando il prodotto è ormai conosciuto
e dove l'acquisto è quindi da considerarsi "ripetuto".
Se i prodotti che si pensano di vendere (per esempio
in un mall on-line) sono comunemente noti perché
disponibili sugli scaffali dei negozi di strada, allora
un acquirente può deciderne l'acquisto on-line per
convenienza di prezzo o per pura comodità. Può essere,
questo, il caso di alcuni profumi, già acquistati,
percepiti, conosciuti, dove il marchio, il "brand"
è ormai noto.
Ma se ad esempio voi voleste vendere un nuovo tipo
di sapone, con una nuova essenza, una nuova fragranza,
diventerà molto più difficile ottenere buoni risultati
nelle vendite, nella misura in cui on-line l'odore
non è percepibile.
Un
esercizio che consiglio sempre alle aziende che mi
chiedono di aiutarle nell'ambito del commercio elettronico
è quello di fare un piccolo esercizio, magari aiutati
da amici e conoscenti: - posto il prodotto, percepibile
fisicamente, chiedere loro di procedere ad una valutazione
puntuale che li porti a decidere se comprarlo o meno.
- Di
invitarli a porre tutte le domande necessarie per
conoscere meglio qual è il proprio approccio logico
e sistemico, al fine di prendere una decisione finale.
- Notare qual è il senso più utilizzato a scapito
degli altri, può darci una chiara indicazione se il
nostro prodotto ha le caratteristiche elementari per
essere venduto on-line.
Sembra sciocco o scontato, ma purtroppo questo puro
esercizio di "buon senso" viene spesso disatteso;
aiuta moltissimo e se non fatto si perdono moltissime
informazioni preziose.
Ma
se siamo di fronte ad un servizio e non ad un prodotto?
Per esempio l'erogazione di servizi alla persona o
più semplicemente l'erogazione di informazioni a valore
aggiunto? Il concetto di percezione resta sempre valido
in termini di soddisfacimento per i risultati ed il
valore ottenuti, salvo che non sempre questo avviene
necessariamente o prioritariamente attraverso i cinque
sensi. E' il caso dell'informazione a valore aggiunto.
C ome scriveva Luca De Nardo nel suo articolo Il
mio cliente vuole comunicare da una parte
abbiamo un'azienda on-line che "produce o comunque
eroga un servizio. […]" Dall'altra parte abbiamo
"il navigatore che usufruisce delle informazioni
il quale ha la grande difficoltà di percepire in maniera
virtuale un prodotto che è solitamente fisico o un
servizio che per sua natura non è dimostrabile, se
non nella sua erogazione reale."
Re: Non tutto si può vendere on-line. La per
CIAO IO SONO UNA RAGAZZA DI 23 ANNI CHE DA POCO CIRCA UN MESE STO VENDENDO VESTITI SU SUBITO.IT.......ma vorrei farmi conoscere da piu' persone come devo fare secondo te?io cerco siti dove posso farmi pubblicita'.......dove posso scrivere che vendo vestiti e poi le persone mi contattano al mio indirizzo....??io adoro vendere.........e sopratutto voglio essere indipendente perche' ormai sono grande....dammi qualche consiglio grazie......federica
Inviato da federica