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Farmaci e Internet. Comodità e sicurezza a confronto

In Italia vendere online farmaci è illegale, ma la rete consente di acquistarli in Europa, negli Usa e anche in paesi come India e Cina. Qualche considerazione sui rischi che si corrono.
di a cura della Redazione | 15 dicembre 2006
Con la liberalizzazione del mercato farmaceutico, le fonti dalle quali provengono i medicinali si sono moltiplicate. Anche in Italia diventa possibile acquistare al supermercato farmaci di uso comune come l’aspirina, cosa che non era fattibile fino a poco tempo fa e che allontanava il nostro paese dagli standard europei.
Le grandi aziende farmaceutiche soffrono però anche la concorrenza di internet, che spesso offre medicine alternative, magari prodotte con gli stessi principi attivi, a prezzi largamente inferiori e vantaggiosi per il consumatore.

Una ricerca giustificata dal fatto che, nel nostro paese, il ricarico delle multinazionali sul prezzo delle medicine supera in alcuni casi i due terzi del prezzo totale e la speculazione viene compiuta soprattutto a danno di categorie poco tutelate, come gli anziani.

La possibilità dell’acquisto on line, che deve sempre essere seguita dal consiglio di un medico, accorcerebbe le distanze e con una semplice carta di credito i prodotti arriverebbero direttamente a casa. Secondo la normativa vigente nel nostro paese, è vietato pubblicizzare farmaci che necessitano di prescrizione medica, ed è possibile invece promuovere la commercializzazione di medicine di uso comune attraverso i mezzi di comunicazione come tivù, stampa, radio. Non si parla però di internet, che rimane un mezzo illegale per la vendita in Italia.

Spesso allora gli Italiani si rivolgono a servizi online in altri paesi della comunità europea. In Gran Bretagna, dove la legislazione è più liberale, l’agenzia che controlla le medicine MHRA permette la vendita a distanza di medicinali che d’altra parte verrebbero venduti solo su dopo una consultazione con un medico in persona.
Prodotti come Viagra, Cialis e Levitra vengono spediti legalemente in molti paesi europei.
A parte questo mercato speculativo, internet rimane un’alternativa per chi non può andare in farmacia.

In attesa che la legge cambi il consumatore rimane in balia di chi si vuole approfittare di questa mancanza di controlli. Rimane in sostanza un grande vuoto legislativo. Ma usato in modo appropriato, internet può fornire una grande quantità di informazioni relative a patologie, medicinali e cure appropriate. Spesso gli autori degli articoli pubblicati in rete sono professionisti di alto livello, che permettono all’utente di raggiungere facilmente consulenze mediche un tempo costose e difficili da ottenere.

Ovviamente, l'apertura al mercato globale delle medicine, comporta anche rischi legati alla contraffazione e diffusione di prodotti di dubbia provenienza.

In America dove è consentita la pubblicità dei farmaci e la loro vendita via internet, i controlli sono piuttosto rigorosi e il popolo in rete ne fa ampio uso senza problemi. In Gran Bretagna l’agenzia governativa MHRA, di cui già accennato in precedenza, controlla il buon uso dei medicinali e permmette a un numero chiuso di siti vendere prodotti farmaceutici con prescrizione a distanza.

Ma in paesi meno sensibili ai problemi legati alla vendita di farmaci "puliti", come l’India e la Cina, il mercato delle contraffazioni dei medicinali è un problema che deve fare riflettere.
I medicinali generici o "copiati" non sono approvati in Europa e non hanno passato i test clinici ai cui i farmaci sono normalmente sottoposti. Quindi non essendo controllati anche il loro canale di distrubuzione è di solito di dubbia legalità. I consumatori che si azzardano a comprare online possono incappare in spiacevoli sorprese.

a cura della Redazione
(fonte Prima-Med)

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