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Finance online: in Europa cresce più di Internet

Dagli ultimi dati emerge un uso crescente in Europa degli strumenti di finanza online, anche se ancora in pochi sfruttano completamente le opportunità del web per una gestione finanziaria complessa.
di a cura della Redazione | 15 dicembre 2006
Secondo il rapporto DigitalFinance rilasciato da Nielsen//NetRatings e da CommStrategy, nel terzo trimestre del 2006 il finance online è cresciuto per penetrazione in tutti i principali paesi europei, a eccezione della Germania dove è rimasto stabile. In Italia sono 11,2 milioni gli utenti che fruiscono di siti di finance, il 52% dei navigatori attivi. Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, la penetrazione del settore è cresciuta di 2,3 punti percentuali.

La nazione dove la penetrazione del finance online è maggiore è la Francia. Nel terzo trimestre dell'anno a fruire dei siti finanziari è il 74% dei navigatori attivi oltralpe (1,8 punti percentuali in più rispetto al trimestre precedente). Seguono la Gran Bretagna e la Germania, con una penetrazione rispettivamente del 71% e del 68%. Mentre nel Regno Unito la variazione rispetto al trimestre precedente è stata di 2,4 punti percentuali, in Germania l'utenza si è mantenuta stabile.

In Spagna, contando solo le connessioni domestiche, in dodici mesi i fruitori dei siti di finance sono aumentati di 5,2 punti percentuali, arrivando a rappresentare il 57% dei navigatori iberici.

Con l'esclusione di una fascia ristretta (i circa 2,1 milioni di persone che hanno fatto di Internet un punto di riferimento per la vita quotidiana e per la gestione del proprio denaro, i cosiddetti web-life), i dati mostrano come, a differenza di quanto accade nel resto d'Europa, la maggior parte degli utenti italiani non sembra essersi ancora accorta delle soluzioni e delle opportunità offerte da Internet per la gestione della finanza personale in una situazione socio-economica sempre più complessa.
Degli 11,2 milioni di italiani interessati ai siti di finance online, 7,3 milioni - ovvero il 34% degli utenti Internet - consultano i siti delle banche.
"Anche se l'Italia è da sempre indietro in termini di penetrazione del finance rispetto ai colleghi europei", afferma Cristina Papini, Sales & Project Manager Nielsen//NetRatings, "negli ultimi anni abbiamo assistito ad un importante incremento del numero di utenti: dai poco più di 4 milioni del terzo trimestre del 2003 siamo passati agli oltre 11 milioni del 2006, con una crescita del 173%, contro il +33% degli utenti Internet totali".

Il primo sito bancario per audience è BancoPosta con poco meno di 2,5 milioni di utenti. Di questi l'82% di quanti si collegano da casa lo fa a banda larga. Il primi due follower, UniCreditBanca e INGDirect, intercettano circa la metà dell'audience del leader. Ma mentre nel caso del pure player a connettersi in banda larga è l'87% dell'utenza domestica, in quello del gruppo tradizionale è il 78%.

Stabile è il numero di quanti accedono e utilizzano le aree riservate delle banche con scopi informativi (consultazione di saldo e/o movimenti) o dispositivi (bonifici, giroconti e ricariche). Tra il terzo trimestre del 2005 e il terzo trimestre del 2006 il loro numero si è mantenuto constante intorno ai 4,1 milioni.

A sfruttare le funzionalità operative sono soprattutto i web-life. Si viene così a creare una divisione tra un'élite che utilizza effettivamente Internet per la gestione del proprio denaro e il resto degli utenti, interessati soprattutto a informarsi.
"Se sull'utenza generica internet", dice Fiamma Petrovich, Senior Manager Commstrategy, "la capacità di penetrazione dei player nel banking è ancora poco sviluppata rispetto agli altri mercati in Europa (con i Top 5 che oscillano tra il 5% e il 10%) sul segmento dei web-life i principali brand hanno performance decisamente migliori, con il leader che ha il 33% di penetrazione e i quattro inseguitori tra il 12% e il 16%. Dal momento che il comportamento di questa élite anticipa quello dell'utenza generica, le strategie di marketing su questo segmento possono essere decisive perché il settore acquisti velocità nel riallinearsi all'Europa".

fonte: NetRatings.com e Commstrategy.com

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