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Tu, sì tu - Sei l'uomo Time 2006

Un inno al Web 2.0, ai tanti navigatori che hanno dato una svolta alla comprensione e comunicazione globale.
di a cura di Francesca Girolfi | 19 dicembre 2006
"Tu, sì tu - Sei l'uomo Time 2006". Così recita il titolo su Time Magazine per incoronare il personaggio dell'anno. Dunque tutti voi, navigatori della rete, siete riconosciuti come protagonisti assoluti. E il web è lo strumento attraverso il quale siete giunti a tanta fama. Una storia che racconta di community e strumenti collaborativi usati sempre di più, con sempre maggior successo e interesse. E' la condivisione di conoscenza tramite Wikipedia, è quella di video, immagini e scorci di vita attraverso YouTube, è MySpace, è il segno di un nuovo modo di comunicare e di far sentire la propria voce. Nel bene e nel male.

Un riconoscimento quindi, quello di Time, ai tempi che cambiano. Non più premiato il web di Berners-Lee, creato per consentire agli scienziati di condividere le proprie ricerche, non è nemmeno di "overhyped dotcom Web" degli anni '90 che si parla. Il nuovo web è qualcosa di differente. E' lo strumento che permette di riunire piccoli contributi di milioni di persone e di offrirlo a tutti.

Insomma una vittoria del cosiddetto Web 2.0, dei blog, del video sharing, del podcast, dei milioni di registi che scelgono e influenzano l'informazione come mai prima. E' il tempo di fenomeni come SecondLife dove avatar si barcamenano in un mondo virtuale per dare (come si dice in The Family Man) "un'occhiatina" a quello che avrebbe potuto essere.

Ma chi è questo "You" che ha vinto? E' ogni navigatore che torna a casa la sera dal lavoro e ha la voglia di parlare, osservare, scoprire e condividere esperienze e opinioni. Un inno, insomma, quello di Time, a chi detiene oggi "le redini" dei media globali. Ma non sfugge all'analisi il lato oscuro di questa dimensione. Insomma non c'è solo da gioire, ma anche da riflettere. Le menti di milioni di persone non sono tutte uguali e stupidità e saggezza delle folle fanno parte dello stesso pacchetto. Così come l'odio, il bullismo - che tanto ha fatto parlare in Italia - l'illegalità. E' tutto insieme in quello che tuttavia non può non essere considerato uno dei fenomeni sociali più rilevanti del presente. Non si sa se e come si evolverà, si spera in bene, si spera debellando il marcio e trattenendo il bello. Utopia forse, ma di certo il 2006 ha dato alcune idee e opportunità. Soprattutto quella di una comprensione a livello mondiale che non si basi sulla comunicazione tra uomini politici ma tra cittadini, perché nasca una genuina curiosità di scoprire chi sta dietro al monitor che stiamo guardando.

Fonte Time.

a cura di Francesca Girolfi

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