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Furto di identità, preoccupa anche in Usa

Furti di dati personali: sondaggio Experian-Gallup rivela che negli Stati Uniti è allarme.
di Luca De Nardo | 22 dicembre 2006
Il furto di dati personali preoccupa negli Stati Uniti. Lo rivela un recente sondaggio condotto da Experian e Gallup. Un americano su 5 dichiara di avere subito il furto di dati bancari (numero di conto corrente o di carta di credito), e uno su 7 di dati o documenti personali (certificati, patente, codice fiscale, dati previdenziali). Nel complesso il 26% degli americani afferma di aver subito almeno un furto di dati sensibili, 10 punti percentuali in più rispetto a quelli rilevati con un sondaggio analogo lo scorso anno.

Un fenomeno preoccupante
Il fenomeno preoccupa. In più del 10% dei casi, i furti di dati personali sono finalizzati ad atti criminosi e in parte anche ai furti di identità, e cioè in quelle pratiche - dagli acquisti a credito alle transazioni Internet con documenti, generalità e numeri di carte di credito di terzi - che permettono ai malintenzionati di "travestirsi" e frodare a nome e spese altrui.

Il sondaggio Experian-Gallup rivela anche che:
  • il 21% dei furti di dati personali è purtroppo effettuato da conoscenti;
  • più della metà degli americani (51%), comincia a temere di subire non solo furti di dati personali, ma anche furti di identità;
  • il 70% degli americani non ha ancora adottato misure preventive contro i furti di dati personali e i furti di identità perché non sa che esistono e sono facilmente accessibili;
  • la scarsa informazione è purtroppo realtà, visto che il 75% della popolazione crede che le truffe con la carta di credito e il furto d’identità siano la stessa cosa.
...ma si può reagire
Di buono c’è che comunque le forme di difesa si vanno intensificando, anche sulla base delle indicazioni fornite dalla Polizia e dagli operatori che, come la stessa Experian, forniscono alle famiglie servizi di prevenzione. Più in particolare, oggi l’84% (81% nel 2005) delle famiglie straccia i documenti prima di gettarli in pattumiera, il 46% protegge i computer di casa da intrusioni Internet; il 25% (19% nel 2005) si avvale di servizi che segnalano situazioni anomale; il 14% ha esteso le coperture assicurative ai furti di identità.

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