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PMI Dome

Internet in famiglia, ancora sotto la media europea

I dati Istat confermano un acrescita molto moderata di Internet in Italia rispetto ai paesi europei. Ecco alcuni dati sul mondo tecnologico delle famiglie italiane.
di a cura della Redazione | 22 dicembre 2006
Dopo l'andamento dell'ICT fra le imprese, l'Istat rende noti i dati relativi a "Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui", riferiti al 2006.
Partendo proprio dalla disponibilità, nel nostro paese ci sono più antenne paraboliche, linee ADSL e lettori DVD. I beni tecnologici più diffusi sono la televisione, presente nel 93,9% delle famiglie e il cellulare (82,3%). Seguono il videoregistratore (63%), il lettore DVD (50,7%), il personal computer (46,1%), l’accesso ad Internet (35,6%).
Il televisore è uno dei beni che è stato interessato dalle maggiori trasformazioni. L’87,8% delle famiglie possiede ancora il televisore analogico di tipo tradizionale, mentre il 5,2% delle famiglie possiede un televisore digitale. E' ancora bassa (3,9%) la quota di famiglie che possiede la TV via cavo.

Rispetto al 2005 aumenta soprattutto il possesso del cellulare (dall’80,8% all’82,3%) e del personal computer (dal 43,9% al 46,1%). L’accesso ad Internet è piuttosto stabile (dal 34,5% al 35,6%) ma migliora la qualità della connessione usata per accedere ad Internet da casa: diminuiscono le connessioni a banda stretta e aumentano quelle a banda larga che passano dall’11,6% al 14,4%.

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche
Tra le famiglie si osserva un forte divario tecnologico, da ricondurre essenzialmente a fattori di tipo generazionale, culturale ed economico. Le famiglie costituite di soli anziani continuano ad essere escluse dal possesso di beni tecnologici. All’estremo opposto si collocano le famiglie con almeno un minorenne che possiedono il personal computer e l’accesso ad Internet rispettivamente nel 69,7% e nel 51,8% dei casi. Sono queste famiglie ad avere il più alto tasso di possesso di connessione a banda larga (21,1%), mentre il telefono cellulare ha raggiunto i livelli della televisione (96%). Diminuisce il divario tra Nord e Sud Le differenze dovute al territorio sono più ridotte rispetto a quelle generazionali e per status sociale, con un divario che non supera quasi mai i 10 punti percentuali. In generale, sono le famiglie del Centro e del Nord a possedere le quote più elevate di beni tecnologici. Al Centro si riscontra la quota più alta di famiglie con accesso ad Internet (39,6%) e alla connessione a banda larga (circa il 16,2%). Le Isole risultano particolarmente svantaggiate: solo il 29,1% delle famiglie dispongono di accesso ad Internet e solo il 40,5% del personal computer.

Le differenze internazionali nel possesso di Internet a casa: l’Italia svantaggiata in Europa
E’ possibile effettuare dei confronti internazionali sulla base dei dati raccolti con l’indagine comunitaria sulla diffusione delle ICT presso le famiglie e gli individui realizzata dagli istituti di statistica dei paesi membri della Comunità Europea, Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiede un accesso ad Internet da casa, indicatore definito da Eurostat per esigenze di confronto internazionali, l’Italia è svantaggiata rispetto a molti dei paesi della Comunità Europea, risultando solo al quindicesimo posto in questa graduatoria (con un tasso di penetrazione del 40% rispetto alla media europea del 52%). Vicini all’Italia troviamo paesi come la Francia (41%), la Spagna (39%) e il Portogallo (35%), mentre Olanda, Danimarca e Svezia registrano un tasso di penetrazione quasi doppio.

Disinteresse e mancanza di capacità i motivi principali del non accesso di Internet da casa
Il 53,9% delle famiglie non possiede un personal computer e il 64,4% non accede ad Internet da casa ed è quindi esclusa dalle possibilità offerte dal web. Tra i motivi per cui non si naviga in Internet da casa, le famiglie indicano in primo luogo che lo considerano inutile e non interessante (39,6%), mentre al secondo posto si colloca la mancanza di capacità (31,9%). Il 12,2% delle famiglie non ha accesso ad Internet da casa perché accede da un altro luogo, il 9,3% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,1% perché ritiene costoso il collegamento. Si attestano intorno al 2% le motivazioni come la disabilità fisica, la privacy e la pericolosità dei contenuti di Internet. Il fenomeno della scarsa diffusione tra le famiglie dell’accesso ad Internet da casa dipende, quindi, in primo luogo da un problema socio-culturale in quanto la maggior parte delle famiglie non percepisce l’utilità di questo strumento o non si ritiene in grado di utilizzarlo.

Ma per cosa viene utilizzato Internet?
L’Istat ha rilevato l'uso del personal computer e di Internet sul posto di lavoro, a casa e in altri luoghi. Nel 2006 usa il personal computer il 41,4% delle persone di 3 anni e più e il 34,1% delle persone di 6 anni e più naviga su Internet (nel 2003 era rispettivamente il 39,2% e il 30,3%). Il picco di utilizzo del personal computer si ha tra gli 11 e i 19 anni (oltre il 75%) e per Internet tra i 15 e i 24 anni (oltre il 67%) per poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età.

L’uso del personal computer e di Internet, oltre ad essere caratterizzato da forti differenze generazionali, è connotato anche da un divario sociale. Usano di più il personal computer e Internet gli studenti (rispettivamente 87,3% e 79,9%), seguiti dagli occupati (58,7% e 51%); all’ultimo posto si collocano le casalinghe (10,7% e 7,5%) e i ritirati dal lavoro (9,3% e 6,5%).

L’81,3% delle persone che hanno utilizzato il personal computer negli ultimi 3 mesi lo hanno fatto da casa. Segue il posto di lavoro (41,2%), il luogo di studio (21,9%), la casa di altri (19,8%) e altri luoghi (14,4%).
Per Internet si riscontra una situazione molto simile col il 74% degli utilizzatori che lo usa da casa, il 41,4% dal luogo di lavoro, il 16,2% dal luogo di studio, il 20,2% da casa di altri e il 13,1% da altro luogo.

Le persone di 6 anni e più hanno utilizzato la rete prevalentemente per comunicare attraverso l’uso della posta elettronica, ovvero per mandare o ricevere e-mail (76,4%), per cercare informazioni su merci e servizi (60%) e per altre attività di ricerca di informazioni (64,9%). Di rilievo è la quota di chi si connette al web per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (38,9%) e per ottenere informazioni dai siti della Pubblica Amministrazione (37,4%). Sono meno diffuse le attività legate al telefonare su Internet e partecipare a video conferenze (8,6%) e la vendita di merci o servizi (6,9%).

L’uso di Internet per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione è abbastanza diffuso. Infatti, il 37,4% degli utenti di Internet usa il web per ottenere informazioni dalla PA, il 26,8% per scaricare moduli e il 12,6% per spedire moduli compilati.
Tra coloro che hanno dichiarato di usare Internet per svolgere pratiche della PA, il 10% ha avuto accesso alle biblioteche pubbliche, l’8,2% ha usato la rete per pagare le tasse; il 7,8% ha effettuato una iscrizione presso scuole o università; il 6,7% ha effettuato ricerche di lavoro tramite agenzie di collocamento, mentre il 3,6% ha prenotato visite o ricoveri.

E-commerce: cresce l'acquisto di beni e servizi online
Il 20,6% degli utenti Internet ha utilizzato la rete per ordinare e/o comprare merci e servizi per uso privato negli ultimi 12 mesi. Rispetto al 2005 si registra un aumento di familiarità con l'e-commerce, passando dal 15,2% al 20,6% degli utenti che hanno acquistato negli ultimi 12 mesi. La crescita è particolarmente evidente tra i giovani.

I beni e servizi acquistati sono vari ed eterogenei, influenzati dall’ampiezza e dal modo di fruizione del mercato online. Al primo posto si collocano i viaggi e soggiorni (compresi i biglietti ferroviari, aerei, ecc) ordinati e/o acquistati dal 35,8% delle persone, seguono libri, giornali, riviste e materiale per la formazione a distanza (28,7%), ricariche telefoniche (24,4%), film e musica (23,5%), attrezzature elettroniche (20,8%), abiti e articoli sportivi (20,6%), software per computer (20,1%), biglietti per spettacoli (18,4%) e hardware per computer (14,7%).

I problemi maggiormente segnalati sono stati i tempi di consegna non rispettati (15,1%), la difficoltà di reperimento di informazioni sulle garanzie del prodotto (10,1%), la difficoltà nell’inoltrare reclami o nell’avere risposte soddisfacenti (9,6%), seguiti in misura minore dalle consegne mancate o erronee o di merci difettose (7,1%).

A fronte del 20,6% navigatori sul web che fanno acquisti nell’ultimo anno, il 79,4%, pari ad 14 milioni 713mila individui, pur usando Internet non ha comprato o ordinato merce in rete. Le motivazioni più segnalate del non utilizzo della rete per comprare servizi e/o prodotti riguardano la resistenza alla sostituzione di metodi tradizionali di vendita: il 52,3% dichiara di preferire comprare di persona, il 43,8% di non avere bisogno di questo diverso modo di commercio, il 14,8% di non avere fiducia nella consegna o nella restituzione delle merci o nella possibilità di fare reclami. Circa una persona su cinque non fa acquisti per paura di fornire dati sulla carta di credito, mentre il 14,3% ha paura di fornire dettagli personali su Internet.

a cura della Redazione
Fonte Istat

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