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Sicurezza nel settore bancario: preoccupati i consumatori

Quasi l'80% dei consumatori è disposto a cambiare banca per avere maggiori garanzie di sicurezza negli accessi in Rete.
di a cura della Redazione | 11 gennaio 2007
Una recente ricerca Unisys ha evidenziato una maggiore preoccupazione da parte dei consumatori per la sicurezza e l'integrità delle informazioni personali nelle settimane a cavallo delle festività natalizie, periodo in cui lo shopping via Webe i servizi di online banking registrano un aumento delle transazioni.

L'indagine, condotta su un campione di 1.744 consumatori statunitensi, ha rilevato che tre intervistati su quattro sono disposti a cambiare banca in cambio di una maggiore garanzia di protezione dei propri dati sensibili. Una proporzione ancora più alta, equivalente al 77%, è pronta a scegliere un diverso istituto bancario qualora offra una superiore tutela del proprio denaro.

I dati emersi, messi a confronto con i risultati di un'indagine condotta da Unisys nel 2005 sui furti di identità e le problematiche di sicurezza bancaria, indicano globalmente un incremento del 50% nella disponibilità dei consumatori a cambiare banca.
L'analisi effettuata nel corso del 2006 evidenzia che le preoccupazioni relative al rischio legati ai furti di identità e alle frodi sono aumentate al punto che quasi un consumatore su due ha smesso di utilizzare i servizi di online banking e di effettuare acquisti tramite telefono o Internet quando la transazione comporta la comunicazione di un numero di carta di credito.

A fronte di tale scenario è possibile che banche e retailer online abbiamo perso una larga fetta dei 32 miliardi di dollari previsti per lo shopping del Natale 2006; infatti, nonostante una ricerca di ipotizzasse unJupiter Research aumento del 18% delle transazioni online in questo periodo, rispetto al 2005, l'elevata percentuale di intervistati (63%), che ha manifestato timori per le frodi attraverso le carte di credito e la sottrazione delle identità, induce a prevedere una riduzione degli acquisti in Rete.

Va sottolineato che la maggior parte dei consumatori attribuisce buona parte della responsabilità di questa situazione alle organizzazioni e agli enti pubblici incaricati di regolamentare le transazioni, sostenendo che essi non si impegnano a sufficienza nel proteggere e salvaguardare le informazioni personali.

In controtendenza con il significativo incremento nel numero di consumatori disposti a cambiare banca per ottenere maggior sicurezza, solo una minoranza - il 10% degli intervistati - si dichiara disposta a pagare per accedere a servizi di sicurezza che garantiscano un superiore grado di protezione; lo scorso anno tale percentuale era pari al 40% del campione.

L'84% dei consumatori ritiene che le banche debbano fornire soluzioni pratiche per contrastare le frodi e i furti di identità. Esiste, quindi, una concreta opportunità per gli istituti bancari di entrare in contatto con i clienti e ricostruire un patrimonio di fiducia e fidelizzazione adottando iniziative di sensibilizzazione alla sicurezza più ampie.

Lo spaccato sul mondo delle transazioni online condotto da Unisys fa parte di una più ampia iniziativa promossa dall'azienda su scala globale, il Trusted Enterprise Index (TEI), che si propone di esaminare la percezione delle aziende, degli enti pubblici e dei consumatori rispetto a temi quali fiducia, sicurezza e privacy.

a cura della Redazione

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