I business men europei che viaggiano per lavoro sono stressati: è questo uno dei risultati più interessanti svelato dall'inchiesta commissionata da TANDBERG a Ipsos MORI su un campione di 1400 individui in sette paesi europei. E gli italiani sono più stressati degli altri. Con l'81% l'Italia si posiziona infatti al primo posto superando anche Germania e Francia. E la frequenza con cui si viaggia sicuramente influenza questo dato riducendo l'efficienza e generando stress. Anche il tempo trascorso lontano dalla propria famiglia a lungo andare può avere effetti negativi sullo stato d'animo, provocando un malessere generalizzato.
L'inchiesta,
condotta dalla nota società di ricerche Ipsos Mori, mira a comprendere
l'approccio dei business men nei confronti dei viaggi di lavoro e il modo in cui
questi influenzano la vita, privata e professionale.
I
risultati
Il
19% degli intervistati italiani ha dichiarato che i viaggi diminuiscono la loro
produttività (15% dato EMEA) e addirittura l'81% si descrive stressato (rispetto
a un dato EMEA del 44%). Il 26% ritiene che i viaggi di lavoro siano un male
necessario, mentre il 66% pensa che molti spostamenti siano assolutamente
superflui e di conseguenza rappresentino una perdita di tempo, riducendo il
numero di ore produttive' trascorse in ufficio.
"Anche se in molte occasioni i viaggi di lavoro possono essere un mezzo utile per entrare in contatto con i propri interlocutori, rimane il fatto che il 19% degli italiani intervistati è convinto che i viaggi riducano la loro produttività", commenta Ivano Zanni, Country Manager di TANDBERG Italia. "Le soluzioni di videocomunicazione rappresentano l'alternativa ideale ai viaggi superflui e garantiscono efficienza, massimizzano la produttività e migliorano la qualità di vita dei manager, riducendone lo stress".
Secondo l'inchiesta il 7% degli intervistati prende addirittura in considerazione l'ipotesi di cambiare lavoro al fine di viaggiare meno. Poiché le persone che viaggiano per lavoro sono spesso quelle di più alto profilo e quindi quelle più importanti per l'azienda, le implicazioni di questo dato sono evidenti.
"Le aziende devono affrontare questa questione con i propri dipendenti viaggiatori", continua Zanni. "Ma possono anche fare di più, la videocomunicazione spesso è la risposta più adatta per migliorare il rapporto lavoro/vita privata dei propri dipendenti e aumentare produttività e fedeltà verso l'azienda".