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PMI Dome

Italiani stressati, un aiuto? La videoconferenza

Troppi viaggi riducono la produttività aziendale: le soluzioni di videocomunicazione la favoriscono.
di Luca De Nardo | 17 gennaio 2007

I business men europei che viaggiano per lavoro sono stressati: è questo uno dei risultati più interessanti svelato dall'inchiesta commissionata da TANDBERG a Ipsos MORI su un campione di 1400 individui in sette paesi europei. E gli italiani sono più stressati degli altri. Con l'81% l'Italia si posiziona infatti al primo posto superando anche Germania e Francia. E la frequenza con cui si viaggia sicuramente influenza questo dato riducendo l'efficienza e generando stress. Anche il tempo trascorso lontano dalla propria famiglia a lungo andare può avere effetti negativi sullo stato d'animo, provocando un malessere generalizzato.

L'inchiesta, condotta dalla nota società di ricerche Ipsos Mori, mira a comprendere l'approccio dei business men nei confronti dei viaggi di lavoro e il modo in cui questi influenzano la vita, privata e professionale.

I risultati
Il 19% degli intervistati italiani ha dichiarato che i viaggi diminuiscono la loro produttività (15% dato EMEA) e addirittura l'81% si descrive stressato (rispetto a un dato EMEA del 44%). Il 26% ritiene che i viaggi di lavoro siano un male necessario, mentre il 66% pensa che molti spostamenti siano assolutamente superflui e di conseguenza rappresentino una perdita di tempo, riducendo il numero di ore ‘produttive' trascorse in ufficio.

"Anche se in molte occasioni i viaggi di lavoro possono essere un mezzo utile per entrare in contatto con i propri interlocutori, rimane il fatto che il 19% degli italiani intervistati è convinto che i viaggi riducano la loro produttività", commenta Ivano Zanni, Country Manager di TANDBERG Italia. "Le soluzioni di videocomunicazione rappresentano l'alternativa ideale ai viaggi superflui e garantiscono efficienza, massimizzano la produttività e migliorano la qualità di vita dei manager, riducendone lo stress".

Secondo l'inchiesta il 7% degli intervistati prende addirittura in considerazione l'ipotesi di cambiare lavoro al fine di viaggiare meno. Poiché le persone che viaggiano per lavoro sono spesso quelle di più alto profilo e quindi quelle più importanti per l'azienda, le implicazioni di questo dato sono evidenti.

"Le aziende devono affrontare questa questione con i propri dipendenti viaggiatori", continua Zanni. "Ma possono anche fare di più, la videocomunicazione spesso è la risposta più adatta per migliorare il rapporto lavoro/vita privata dei propri dipendenti e aumentare produttività e fedeltà verso l'azienda".


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