Il
grande boom della musica digitale ha letteralmente trasformato il
business delle case discografiche, le quali hanno stretto nuovi accordi
commerciali con partner tecnologici ed avviato un forte processo di
digitalizzazione dei propri cataloghi.
Nuove
ricerche suggeriscono che le azioni legali su larga scala – sono state
nel 2006 circa 10 mila annunciate in circa 18 Paesi, tra i quali
l‘Italia -
contro gli uploaders del P2P - hanno contenuto il fenomeno della
pirateria riducendo il numero complessivo di chi utilizza internet per
scaricare illegalmente musica. Ma questo non è sufficiente: è
necessario che anche i services providers prendano coscienza del
problema, anche eventualmente con azioni di tipo giudiziario.
Il
Digital Music Report 2007 mostra anche come l’industria discografica
sia ormai un combinato tra il business tradizionale e le nuove
frontiere del digitale, anche sul fronte dello sviluppo e della
promozione di nuova musica, tramite tutti i canali più innovativi. Lo
studio sottolinea anche la necessità di un maggiore intervento da parte
dei Governi e delle istituzioni per combattere la pirateria e tutelare maggiormente la proprietà intellettuale.
Il
documento redatto dall’IFPI presenta uno scenario completamente
rinnovato del mercato discografico: accanto alle numerose piattaforme
digitali, prima fra tutte i.Tunes, si sono infatti sviluppati nuovi
modelli di distribuzione di musica che hanno permesso di aprire nuove
opportunità di business, come è successo per esempio con YouTube e
Myspace nel campo dei video musicali o della telefonia mobile con le
suonerie.
Nel primo semestre del 2006
Fonte: FIMI