Wimax Niente Priorità per il Digital Divide
Pubblichiamo un commento di ADD alla trasmissione 'La nuova TV' cui l'associazione ha partecipato qualche giorno fa. Tema scottante WiMax e digital divide.
Redazione PMI-dome |
22 gennaio 2007
Anti Digital Divide il 18 gennaio ha partecipato alla
trasmissione “La nuova TV” sul canale Class CNBC, con il nostro
consigliere Fabio Spagnuolo, tema della puntata la liberalizzazione
delle frequenze Wimax. Oltre ad alcuni provider sono intervenuti, Carlo
Maria Guerci vicepresidente Thinktel e Vincenzo Lobianco per AGCOM. Il
dottor Guerci per tutta la puntata ha cercato di minimizzare
l'efficacia che può avere il wimax nell'apertura del mercato e nella
riduzione del Digital Divide. Posizione sicuramente condivisa da
l’incumbent Telecom Italia, dagli operatori UMTS (Tim, Vodafone, Wind e
Tre) e da quei pochi altri soggetti che controllano il mercato delle
Telecomunicazioni in Italia, e vedono nel Wimax uno strumento che
potrebbe ridurre di molto il loro peso nel mercato e garantire
finalmente una effettiva concorrenza.
Questa posizione da parte di Guerci non sorprende di certo la nostra associazione, ricordiamo alcuni sui interventi passati,
in cui affermava che il digital divide non si sarebbe risolto perchè
Telecom non aveva interesse economico a coprire determinate zone,
oppure "per valutare il distacco dal monopolio si deve valutare
solo la quota di mercato voce, che per Telecom è del 65% in forte
caduta dal 1998" e che "la rete Telecom Italia l'ha comprata".
Dimenticandosi che Telecom Italia percepisce circa 5 miliardi di euro
l’anno di canone telefonico che dovrebbero servire a manutenere ed
ammodernare la rete, che Telecom detiene il monopolio assoluto
sull’ultimo miglio sul quale non passa solo la voce e dunque la quota
di mercato Telecom Italia va valutata anche fuori dal mercato voce, che
la rete Telecom è stata pagata e continua ad essere pagata dagli utenti
italiani, ed è stata non venduta ma svenduta ai privati (Colaninno,
Tronchetti Provera) che si sono fatti prestare i soldi dalle banche e
poi hanno girato i debiti alla stessa Telecom, debiti che stiamo
pagando noi utenti. Inoltre thinktel sembra sia finanziata da Telecom Italia. [vedi mercoledì, 28 settembre 2005 “Banda veramente larga”]
ADD
ha invece affermato che il Wimax può essere un ottima soluzione sia per
il digital divide sia per far fronte a carenze infrastrutturali sia per
liberalizzare il mercato dell’ultimo miglio.Abbiamo anche chiesto a
Vincenzo Lobianco, AGCOM, se vi fosse l’intenzione di dare priorità
alle zone digital divise, purtroppo la risposta è stata che non ci sarà
nessuna priorità.
L’art. 3 della costituzione afferma:
È
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione
politica, economica e sociale del Paese.
Quindi è la
stessa costituzione a stabilire che debba esserci una priorità per le
zone digital divise.Questo articolo non era stato tenuto in
considerazione neanche nella regolamentazione del Wi-Fi
che è stato liberalizzato con due anni di ritardo rispetto agli altri
stati europei, stesso ritardo accumulato dal Wimax in Italia. Anche la
risposta legata al fatto di garantire che le licenze non vengano
monopolizzate dai soliti noti, non ci soddisfa in quanto si è parlato
di licenze regionali, non sufficienti a garantire una concorrenza
effettiva.
Noi faremo pervenire ad AGCOM e al ministero delle comunicazioni la nostra proposta per la liberalizzazione del Wimax.