Minori abusati... Internet purtroppo c'entra ancora
La Polizia Polizia postale ha effettuato nuovi arresti di persone che abusavano i minori adescandoli su chat e producendo materiale digitale da immettere in rete.
di Luca De Nardo |
22 gennaio 2007
Il caso più sconvolgene quello di un milanese arrestato in flagranza di reato per abusi sulla nipotina di soli 20 mesi, altri due arresti sono stati
eseguiti a Milano e Lucca nel corso di sette perquisizioni effettuate
dal Compartimento Polizia Postale e Comunicazioni di Venezia nei
confronti di altrettanti indagati. Decine di computer e migliaia di
floppy disk, di CD ROM, di nastri audiovisivi, decine di telefoni
cellulari, di schede telefoniche e di supporti contenenti pornografia
minorile sequestrati, sono l'esito dell'operazione, denominata
"Melograno", di contrasto al fenomeno della pedo-pornografia on-line.
L'operazione ha consentito di interrompere un circuito ormai
collaudato di commercio di materiale pornografico prodotto utilizzando
bambini. La Polizia delle comunicazioni a seguito di complesse
indagini telematiche, è riuscita ad identificare i sette indagati, che
fingendosi essi stessi bambini cercavano di adescare minori in uno dei
servizi di chat più frequentati dai teen-ager ed accessibili via wap
tramite cellulare. Per acquisire credibilità sulla Rete, gli indagati
si dichiaravano minori in cerca di contatti con coetanei. Riuscivano in
tal modo ad agganciare minori convinti di interloquire con coetanei,
oppure adulti interessati alla pornografia minorile. Fra gli indagati, quasi tutti soggetti già coinvolti
in indagini di pedopornografia, anche persone impegnate in attività a
diretto contatto con ambienti giovanili.
Anche a Genova si registra l'arresto di un giovane responsabile di
pornografia minorile e violenza sessuale continuata nei confronti di
tre minori residenti nella provincia ligure. Le minori navigando in
chat sono state adescate con lusinghe di vario tipo dal giovane che,
conquistata la fiducia delle bimbe, era riuscito a farsi dare il numero
di cellulare di una delle due. In seguito alla denuncia dei genitori, personale della Polizia
Postale, dopo aver studiato il tenore dei messaggi inviati al giovane
dalle bambine, ha iniziato a dialogare con l’indagato che in più di
un’occasione ha manifestato l’intenzione di avere con le ragazzine
rapporti sessuali completi.
Storie inquietanti che devono ricordare a genitori e giovani quanto sia fondamentale utilizzare le nuove tecnologie senza perdere di vista la possibilità che essi siano strumentalizzate per fini così aberranti. Senza mai - purtroppo - dimenticare i rischi a cui i più piccoli possono essere esposti.
"Desidero rivolgere il riconoscimento e le congratulazioni del ministero
delle Comunicazioni e mio personale, per la brillante operazione di contrasto
al fenomeno della pedo-pornografia on line condotta dal Compartimento della
Polizia postale e delle comunicazioni del Veneto, che ha consentito di stroncare
una pericolosissima e odiosa attività criminosa che sfruttava bambini e teen-agers
utilizzando per i loro turpi fini sistemi di comunicazione come Mms e chat".
Questo il commento, inviato con un telegramma, del ministro delle Comunicazioni, Paolo
Gentiloni.