Botnet e truffe pay per click, ecco la nuova tendenza
Botnet in crescita. La multinazionale mette in guardia sulla pericolosità di questa nuova tendenza.
di Luca De Nardo |
26 gennaio 2007
Da un'attenta analisi dei codici maligni in
circolazione lo scorso anno, i laboratori di Panda Software hanno
rilevato che i bot sono stati - con il 14% - il 2° tipo di
malware con un maggior numero di varianti sviluppate, quasi tutte
appartenenti a solo otto famiglie. Di fatto, il 74,14% dei
nuovi bot faceva parte di Gaobot (37,52%) e Sdbot (36,63%).
BOTNET: una nuova tendenza
Questi codici maligni sono programmi residenti nel PC, studiati per
prendere ordini dal cyber-criminale consentendo il controllo del
computer infetto. Una volta raggiunto un gran numero di macchine si
possono creare vere e proprie reti, chiamate botnet.
"Il business che sta dietro alle botnet può essere molto lucrativo. Il 'bot herder' o 'il pastore', così si chiama il creatore della botnet,
può addirittura affittare a terzi la rete in cambio di considerevoli
quantità di denaro. Lo scopo è quello di utilizzare i PC infetti per
varie azioni illegali quali: inviare spam o phishing, causare deniel of
service, scaricare malware" afferma Luis Corrons, Direttore tecnico dei
laboratori di Panda Software.
La truffa dei "pay-per-click"
Un esempio eclatante del tipo di business che si può sviluppare con i
bot è rappresentato da ciò che è successo nel giugno 2006. In questo
mese Panda Software ha scoperto l’organizzazione di una clamorosa
truffa a scapito dei sistemi 'pay-per-click'. Un gruppo di
cyber-criminali avevano aperto un serie di pagine web e si erano
iscritti a questi sistemi. In seguito hanno creato una botnet composta
da più di 50mila PC zombi infettati con il Trojan Clickbot.A,
programmato per accedere agli indirizzi Internet dei truffatori con
annunci pubblicitari. Ogni volta che si cliccava su uno di questi i
cyber-criminali ottenevano benefici economici.