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PMI Dome

Alice 20 Mb e Iptv, Anti Digital Divide parla di scandalo

Riportiamo la nota stampa dell'associazione che critica l'immobilismo delle autorità preposte di fronte alla strategia Telecom sull'IPTV.
di Luca De Nardo | 29 gennaio 2007
Fin dall'annuncio di Alice 20 mb, Anti Digital Divide aveva fatto notare le violazioni ed i rischi che tale offerta comportava scrivendo ad AGCOM. Riassumendo: non vi era una offerta all'ingrosso per gli operatori concorrenti basata sul cost plus, che avrebbe consentito un abbattimento delle tariffe per gli utenti, nonostante la delibera 34/06 AGCOM imponesse questa a Telecom Italia; non vi era garanzia della qualità effettiva di alice 20 MB; l'offerta non rispettava i principi di neutralità della rete.
Agcom purtroppo ha ignorato sia la nostra lettera sia le osservazioni dei provider. AIIP ha quindi inoltrato un ricorso al TAR.
In seguito il TAR ha emesso la sentenza che ha annullato l'autorizzazione alla TV via cavo IP di Telecom Italia

Sembra assurdo ma la sentenza del TAR è stata ignorata e l'IPTV, così come è accaduto per la telefonia e l'adsl, sarà monopolizzata da Telecom Italia con grave danno per la concorrenza e per la neutralità della rete.
Telecom Italia infatti può produrre sulla rete i contenuti delle sue TV, LA7 quindi digitale terrestre, di MTV, ha raggiunto un accordo con Mediaset prima per i diritti del campionato di calcio italiano poi per diversi contenuti ed è notizia di queste ore che ha stretto un accordo anche con SKY, accordo che consentirà la visione dei canali dell'offerta Premium di Sky su Alice Home Tv. L'intesa riguarda 8 nuovi canali dedicati allo sport, 15 sul calcio e altri sei canali opzionali. Dopo questo accordo, la programmazione della tv via Internet di Telecom Italia sale complessivamente a 53 canali.
Va da se che nessun altro potrà competere su questo mercato con TI e quindi non potrà svilupparsi alcuna concorrenza.

Questo è solo l'ultimo esempio di come le autorità di controllo non svolgano le funzioni di garanzia del mercato per gli utenti, è quindi ormai inevitabile cambiare la legge sull'elezione delle autorità in modo che siano i consumatori a scegliere e non i politici.
L'Italia è l'unico paese in cui nell'autorità sono presenti politici invece di tecnici e questi sono i risultati del desolante primato.

Ass. Anti Digital Divide


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