“Mi preme innanzitutto sottolineare – commenta il Direttore di Aitech-Assinform, Federico Barilli - come a questo risultato si sia giunti anche in base a una proficua collaborazione fra pubblico e privato, rispettosa dei diversi ruoli e responsabilità.”.
Si è così potuta
formulare una norma chiara e flessibile
stabilendo:
- la possibilità di gestire in
modo separato la conservazione sostitutiva
delle fatture elettroniche
e cartacee
- che i termini temporali per portare
in conservazione sostitutiva (e
se farlo) i documenti
cartacei rilevanti ai fini tributari,
in particolare le fatture, sono lasciati alla discrezionalità
del contribuente
- solo nei casi di conservazione
di documenti cartacei originali
unici è richiesto l’intervento
del pubblico ufficiale
- il momento in cui il processo
di conservazione sostitutiva si
considera concluso -
e di conseguenza ci si può disfare,
senza ulteriori formalità, della
carta - non dipende,
attualmente, dall’invio all’Agenzia
delle Entrate dell’impronta
dell’archivio che non è richiesto
fintantoché non sarà emanato il provvedimento relativo.
“L’importanza di tale normativa – continua Barilli - emerge considerando che, secondo le nostre stime, il processo di 'dematerializzazione' - del quale la possibilità di disfarsi dei documenti cartacei rilevanti ai fini tributari e l’impiego della fatturazione elettronica sono due elementi fondamentali - potrà consentire alle imprese risparmi fino al 65%. Questo, naturalmente, se si arriva ad automatizzare l’intero processo, con l’emissione e l’elaborazione diretta di documenti in formato digitale. In termini globali, conservazione sostitutiva e fatturazione elettronica potrebbero arrivare a rappresentare per l’economia nazionale un risparmio potenziale annuo dell’ordine di 14 miliardi di Euro”.
“Le nuove disposizioni - conclude il Direttore di AITech-Assinform - consentendo il pieno utilizzo della conservazione sostitutiva, aprono inoltre nuove prospettive di business per le aziende informatiche. Stimiamo, infatti, un potenziale volume d’affari che in tre anni potrà raggiungere 1,2 miliardi di Euro”.