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PMI Dome

iTunes e il DRM di Apple

L'esposto di Altroconsumo all'Antitrust - Ri-Edited. Qualche riflessione sulla musica digitale e le sue "barriere".
di Stefano Quintarelli | 07 febbraio 2007

Edited: Steve Jobs reagisce (vedi sotto)

Link: iTunes-Apple: l'esposto di Altroconsumo.

Sulla scia delle azioni di altre associazioni di consumatori europee e della recente decisione dell'Ombudsman norvegese, Altroconsumo ha inviato oggi un esposto all'Autorità Antitrust circa il sistema DRM (la gestione dei diritti d'autore digitali) di iTunes (Apple).

Intendiamo così rivendicare il diritto a usufruire di un mercato della musica online senza barriere.

Riteniamo che anche ai consumatori italiani debba essere riconosciuto il diritto di poter fare uso di qualsiasi lettore presente sul mercato per ascoltare la musica acquistata su iTunes.

Siamo consci del fatto che il DRM di Apple non è affatto al momento il peggiore e il più invasivo, ma la posizione dominante di iTunes nel mercato nazionale della musica online lo rende attaccabile già sulla base della sola normativa antitrust.

D'altra parte, riteniamo anche che, proprio per la sua posizione leader in questo mercato, se Apple - come auspichiamo - rivedesse la sua tecnologia verso forme di DRM aperte e più vicine alle esigenze dei consumatori sarebbe un ottimo segnale che potrebbe fare da traino per tutti gli altri operatori e per le major.

E' da metà gennaio che volevo fare un post su questo lock-in e non avevo mai avuto la spinta giusta.

Ora l'iniziativa di Altroconsumo mi ha spinto a farlo.

La questione non è solo in Europa, come si potrebbe essere portati a pensare leggendo i media nostrani.

Leggete cosa diceva il New York Times.

Alfonso segnala una posizione ufficiale di Jobs  (traduzione in Italiano, grazie Riccardo) sulla musica digitale. Da leggere fino in fondo.

Premesso che anche lui parla di DRM anzichè di TPM (Technocal Protection Measures)...

  • Dice "iTunes ha venduto 22 brani per ogni iPod; un iPod contiene 1000 canzoni, quindi non c'e' lockin". L'imprecisione in questa frase e' che un iPod PUO CONTENERE 1000 canzoni"
  • Dice anche "se diamo il riproduttore a terze parti per costruire dei player, allora non saremo più in grado di assicurare le major che se per caso ci sono vulnerabilità, le ripariamo in fretta, perchè potrebbe coinvolgere altri". Verrebbe da chiedersi... e Microsoft come fa? e SECA, NDS, ecc. come fanno?
  • Poi dice "sarebbe meglio non avere il DRM". E su questo, invece sono d'accordo.

Aggiungo che mi sembra un po' pretestuosa l'argomentazione di Jobs. che riassumendo mi sembra del tipo

"le major vogliono il DRM (TPM ndr), io non lo vorrei, ma glielo devo dare. Ma io sono un buono e non lo vorrei per cui, invece di prendervela con me, prendetevala con le major che, se mi tolgono quest'obbligo, io apro tutto (intanto però non lo do' a nessun altro, così  finchè dura mi tengo la mia integrazione verticale tra iTunes e iPod) "

Penso che le major ci metteranno anni prima di togliere la richiesta di TPM ai distributori di musica online. Una ragione potrebbe essere che prima di farlo dovranno portare i valori nei bilanci di questa parte di patrimonio intellettuale a valori molto bassi, prossimi allo 0 (write-off), altrimenti i revisori dei conti gli chiederebbero di dichiarare dei rischi e le valutazioni dei titoli in borsa ne risentirebbero. Quacuno mi diceva che hanno già iniziato a svalutare il "magazzino".

Ma SJobs sa che questo non accadrà a breve e con la sua consueta abilità comunicativa cerca di distogliere l'attenzione dal punto che è la chiusura della sua filiera, chiusura che non è tecnicamente necessaria.

Non c'è parcheggio e parcheggio sulle strisce pedonali? Non prendertela con me, prenditela con il "governo ladro". E invece io me la prendo con te che parcheggi sulle strisce invece di andare in un'autorimessa o prendere i mezzi pubblici o girare finchè trovi un posto e fai 300 metri a piedi.

Ribadisco, il punto è che la filiera è chiusa e, anche secondo me, non dovrebbe esserlo. Apple da questo punto di vista è peggio di Microsoft, che inveca ha un prodotto che può essere implementato su n lettori di audio e la scusa del "altrimenti non riesco a garantirlo", come dimostrano Microsoft, NDS,  SECA, ecc. e in generale tutti i sistemi di accesso condizionato, francamente non regge.

Stefano Quintarelli
Via Quinta 's weblog


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