Pubblichiamo integralmente la posizione di ADD sulla questione Telecom, e sul mancato rispetto della sentenza del TAR.
di Luca De Nardo |
08 febbraio 2007
Alice 20 MB viola la neutralità della rete, ha
bassi standard di qualità e si basa su walled garden, recinti che danneggiano
gli operatori alternativi e gli utenti, così come Anti Digital Divide aveva previsto
fin dalla presentazione dell'offerta. Telecom Italia non rispetta la sentenza
del TAR che stabiliva il blocco della commercializzazione di Alice 20 MB. AGCOM
sembra ignorare tutto questo.
Nei prossimi giorni governo e AGCOM si riuniranno
per decidere sull'introduzioni dell'offerta bitstream. Telecom dal 2004 si era
impegnata a presentare un'offerta all'ingrosso che si basasse sul metodo cost
plus, cioè la tariffa all'ingrosso doveva basarsi sui costi effettivi sostenuti
da Telecom per fornire il servizio, questo avrebbe evitato che Telecom
continuasse a percepire extraprofitti, e comportato una diminuzione delle
tariffe per i consumatori. Ora con "soli" 3 anni di ritardo, e dopo diverse
sollecitazioni di ADD ad AGCOM per accelerare il processo, sembra che Telecom si
sia decisa a presentare tale offerta e che l'autorità garante stia per
approvarla.
Anti Digital Divide, oltre che velocizzare il più possibile
l'adozione dell'offerta bitstream, chiede al governo e ad AGCOM di prendere un
forte impegno per garantire la neutralità della rete, di dare spiegazioni del
perchè nonostante la sentenza del TAR, Telecom continui a commercializzare alice
20 Mb, sul perchè si permette a Telecom, che è un operatore con significativo
potere di mercato, di creare dei recinti e svantaggiare utenti e operatori, rete
ip chiusa, servizi che funzionano solo con apparati forniti da Telecom (modem,
router, videotelefono ecc), telefonate gratis solo verso i clienti
Telecom.
Dall'indagine sulle intercettazioni Telecom emerge, che oltre a
politici, giudici e migliaia di cittadini, anche le autorità garanti sono state
intercettate, ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a sospettare
qualcosa, visto che le autorità sembrano più impegnate a proteggere il monopolio
Telecom, che a difendere i diritti degli utenti, rallentando il processo di
liberalizzazione invece di velocizzarlo. Torniamo inoltre a chiedere lo scorporo
della rete Telecom, a cui il ministro Gentiloni sembra favorevole. Ora anche
Fini afferma che il piano Rovati per far tornare la rete di Telecom pubblica non
era poi così sbagliato. Molti si chiedevano come il piano Rovati sulla
rinazionalizzazione della rete Telecom fosse finito nelle mani di Tronchetti
Provera, che poi lo ha passato ai giornali provocando grande scandalo, e se
centrassero qualcosa le intercettazioni?
L'importante è che ora governo e AGCOM diano spiegazioni sugli interrogativi
posti in questo
documento.