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PMI Dome

I Piccoli Comuni chiedono interventi per la banda larga

Italia ancora preistorica per diffusione di copertura e modelli di lotta al digital divide. Occorre un intervento deciso per dare competitività a tutto il territorio nazionale.
di Luca De Nardo | 12 febbraio 2007
"In Italia il digital divide aumenta inesorabilmente rispetto all’Europa. Negli Stati Uniti più del 50% delle famiglie ha la banda larga. La banda larga, non l’ADSL."
Con queste dichiarazioni moto forti il Portavoce dei coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano,  ha dato il via all’iniziativa nazionale “Internet veloce per tutti”, sostenuta da cinquanta parlamentari di tutte le forze politiche.

In Italia, ci sono zone, soprattutto quelle dell’Appennino italiano e delle valli Alpine dove non è coperta nemmeno la telefonia mobile. I mali di Internet li conosciamo ormai molto bene: la copertura territoriale è limitata, ancora assente nel 78% del territorio nazionale, mentre i prezzi rimangono tra i più alti d’Europa.

Mentre il resto del Mondo, dalla Corea al Giapopne, hanno fatto della banda larga una priorità nazionale. La Danimarca (ricordando anche l'ottima analisi di Stefano Quintarelli), addirittura vanta il primato del maggior numero di linee a banda larga per abitante, il nostro Paese si distingue in negativo per l’incredibile stato di preistoria informatica.

Le nuove autostrade informatiche – ha sottolineato con durezza il Portavoce dei Piccoli Comuni -  sono indispensabili per vincere la sfida globale del domani e noi abbiamo il dovere di garantire ai nostri giovani le stesse opportunità di chi vive in altri contesti territoriali.
Ancora di più è un dovere della politica risolvere un così grave problema per favorire quel necessario riequilibrio Nord-Sud, troppo spesso citato nei convegni e poco presente nei fatti concreti. I giovani che vivono nelle piccole comunità dell’Appennino e delle Valli Alpine sono pronti ad accettare la sfida dell’intraprese e mettere da parte in maniera definitiva la triste logica della delega e dell’assistenzialismo.

E’ necessario però, che il Governo dia un segnale chiaro di vera inversione di tendenza e faccia soprattutto ordine in un sistema molto farraginoso. In questi giorni anche il leader dei Piccoli Comuni si aggiunge alla lista di chi chiama in causa Prodi, il Governo e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per valutare l’opportunità di un provvedimento di urgenza per adottare gli stessi prezzi applicati in Danimarca per l’offerta all’ingrosso fatta agli operatori e meglio nota come 'Bistrem'.
A nostro parere si tratta di un’occasione d’oro per far funzionare internet in Italia.
La modalità Bitstream è importante, in Europa la maggioranza delle linee in larga banda degli operatori alternativi è realizzata con questa modalità, che ha il vantaggio di non duplicare la rete dove già c’è, liberando risorse per portare internet dove manca. Il modello danese  ha favorito la crescita del mercato e l’apertura della concorrenza. Per poter creare lo stesso umus tecnologico e culturale danese bisogna partire proprio dai prezzi all’ingrosso Bitstream per abbassare i prezzi al pubblico e aprire il mercato ai benefici della concorrenza, andando a liberare risorse da investire in aree scoperte.


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