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PMI Dome

TV e wimax: il Presidente Calabrò alla Camera

Il discorso di Calabrò sul mercato televisivo (con infarcitura a sorpresa di WiMax) e le osservazioni sempre puntuali e attente di Stefano Quintarelli.
di Stefano Quintarelli | 14 febbraio 2007

Ieri (7 febbraio, ndr) c'è stata alla Camera dei Deputati una audizione del Presidente di AGCOM Corrado Calabrò  sul disegno di legge "Gentiloni" recante “Disposizioni per la disciplina del settore televisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale". Questo è il discorso.

Mi dite fate sapere cosa vi piace/non vi piace di più?

Io ho trovato ... diciamo così ... peculiare che, nella ricostruzione storica dei principali eventi legati alla "transizione alla tecnologia digitale"  del settore televisivo NON CI SIA ALCUN  RIFERIMENTO alla AUTORIZZAZIONE AD ALICE HOME TV, DATA DA AGCOM, CHE IL TAR HA STABILITO ESSERE ILLECITA  e data "perché l'operatore dominante rischiava di perdere quote di mercato".

Per qualche ragione, evidentemente il Presidente Calabrò non  ha ritenuto evidenziare QUESTO PICCOLO DETTAGLIO in Parlamento. O forse è stata solo una dimenticanza ?

Ho contato le seguenti menzioni:

  • 14 RAI
  • 10 Mediaset
  • 5 Sky
  • 0 La7, Telecom Italia

Dice il Presidente:

"Peraltro l’introduzione della larga banda ad alta velocità (da 4 MB/s in su) consentirà  non solo la trasmissione veloce di dati ma anche la diffusione della televisione in tale tecnica trasmissiva".

Il Presidente usa il futuro "consentirà", lasciando intendere che ciò sia un qualcosa lontano del tempo. Mi permetto di ricordare al Presidente che ESISTE UNA OFFERTA CHE CONSENTE OGGI (IN BARBA ALLA DECISIONE DEL TAR e quindi in una situazione di totale illegalità) di vedere la TV via cavo: "La TV digitale di Alice" che offre

  • 2500 nuovi titoli ogni anno tra film, telefilm, cartoni animati, ecc. 
  • Tutta la serie A di calcio e le partite casalinghe della Juventus, 
  • le migliori partite della serie A di Basket, ecc.

Mi permetto di segnalare che non condivido il passaggio in cui il Presidente Calabrò, da quanto capisco, critica il Ministro Gentiloni quando dice:

Sempre in tema di concorrenza tra piattaforme digitali, l’articolo 3, comma 10, del disegno di legge introduce una norma pro-concorrenziale in capo ai soggetti che sono titolari delle infrastrutture a larga banda, notificati come detentori di un significativo potere di mercato. La norma prevede ch'essi siano tenuti ad offrire l’accesso alla propria infrastruttura di rete, anche a livello disaggregato, a tutti gli operatori concorrenti che ne facciano richiesta, secondo un'offerta stabilita dall’Autorità.

Anche in questo caso l’Autorità condivide l’obiettivo della norma, volto ad abbassare le barriere all’ingresso nel settore televisivo. Peraltro occorre rilevare che le direttive comunitarie prevedono che siffatti rimedi regolamentari derivino da un’analisi di mercato, svolta dall’Autorità di settore e  sottoposta ad un processo di consultazione pubblica e di vaglio da parte dell’Antitrust e della Commissione europea. Nel caso specifico il rimedio viene invece automaticamente introdotto dalla legge.

Certo, questo è un articolo che rischia di far perdere quote di mercato all'operatore dominante; ma  nel macigno di frase infiocchettata in carta da regalo, confonde il Presidente, a mio avviso, i cestini con le mele.

L'articolo riguarda i cestini, ovvero l'infrastruttura di trasporto, non le mele, ovvero i contenuti televisivi.

L'etere è neutrale e disponibile a tutti gli operatori che vogliano farci la TV.

  • Ma l'etere è cosa diversa dalla TV.
  • Come il cavo è cosa diversa dalla TV.

Detto in termini legalesi, il mercato 12 è cosa diversa dal mercato 18 e sul 12 le posizioni sono già conclamate.

Mentre il Presidente si dimentica di una offerta di TV via cavo esistente oggi, si lascia andare a una dichiarazione che non c'entra nulla nel merito della consultazione (il mercato televisivo) e riguarda il Wimax.

La tecnologia Wi-Max – per la quale l’Autorità si appresta a dettare le regole per l’assegnazione delle frequenze, dopo che finalmente il Ministero della difesa ne ha messe a disposizione un certo numero – fornirà un importante sussidio alla diffusione della larga banda.

Presidente, il WiMax non consente oggi e non consentirà domani di fare televisione!, forse è stata male informata?

Io però avevo capito che LE REGOLE PER LE GARE DEL WIMAX LE DEVE FARE IL MINISTERO, NON L'AUTORITA'. Mi sbaglio ?

.. o forse ha colto l'occasione di una audizione alla Camera per parlare di una cosa che non c'entra nulla e in qualche modo segnalare un minimo di confusione di interpretazione circa le attribuzioni dei compiti (o le aspettative delle attribuzioni dei compiti) tra Ministero ed Autorità?

Nelle ultime settimane abbiamo visto che il Governo toglie le ricariche, il Ministero delle Comunicazioni riafferma che le infrastrutture devono rimanere aperte. Mi pare che questi due punti potevano essere compito dell'Autorità che secondo me è stata, per usare una metafora automobilistica, sorpassata.

L'Autorità sul primo punto  non aveva preso nessun provvedimento, sul secondo, anzi, aveva autorizzato illecitamente (secondo il TAR) una offerta che teneva una rete chiusa, altrimenti "l'operatore dominante rischiava di perdere quote di mercato".

Oggi (o meglio dire, fino ad oggi) sta tenendo chiusi gli occhi sull'assenza di interoperabilità dei servizi di videotelefonia.

Queste sono cose che competevano all'Autorità, no?

Poi, c'e' un provvedimento che rischia di aprire un po' il mercato (l'apertura del Wimax) e pare che l'Autorità voglia impossessarsi della titolarità.

Non mi sorprenderebbe se anche su altre materie dell'Autorità, anche su temi economicamente assai sensibili, il Governo rimettesse fuori la freccia...

Stefano Quintarelli
Via Quinta' s weblog

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