Frezza ha ricordato, infatti, che in Italia è stato avviato un rilevante progetto di passaggio al VoIP che si basa sul Sistema Pubblico di Connettività (SPC) con cui, di fatto, si crea la più grande infrastruttura telematica pubblica nazionale, in grado di rendere compatibili i servizi delle Pubbliche amministrazioni centrali e territoriali, evitando duplicazioni e ridondanze. SPC ha caratteristiche innovative e, grazie all’introduzione di nuovi servizi, negli uffici pubblici si potrà usare l’Internet SPC non solo per l’interoperabilità e la trasmissione dati (postazioni telematiche presiediate, messaggeria e videoconferenza), ma pure per telefonare e sarà anche possibile accedere in movimento ad Internet e alle proprie banche dati utilizzando tecnologie wi-fi e telefonia mobile, in uno scenario in cui è garantito un elevato grado di sicurezza e di protezione dei dati sensibili dei cittadini e delle imprese.
Non solo, ma si tratta di un “sistema federato” (condiviso cioè con le Autonomie locali) che di fatto soddisferà le esigenze di tutta la Pubblica Amministrazione. La collaborazione dei più importanti operatori di telecomunicazione presenti in Italia, ha precisato Frezza, è determinante per il buon esito del progetto e consentirà di integrare i propri servizi personalizzandoli per la Pubblica Amministrazione.
SPC, inoltre, ha un’appendice
internazionale, la RIPA, destinata a collegare con l’Italia, in banda
larga, tutte le oltre 300 sedi diplomatiche (ambasciate e consolati),
gli uffici della Difesa, delle Dogane e dell’ENIT, presenti in 120
Paesi. Una rete che sta attivato le connessioni, anche VoIP, in ogni
sede. L’appeal del VoIP, insomma, sta contagiando diverse istituzioni
che si accingono ad imboccare questa innovativa strada, a partire
dall’INAIL che lo ha già scelto per la propria operatività.