Si tratta di una delle aziende storiche nel mondo delle telecomunicazioni. Dalla telefonia mobile a quella fissa ai collegamenti transoceanici nel mondo Internet alle telecomunicazioni satellitari. E' stata probabilmente la prima azienda al mondo che ha creato il primo Tier1 per Internet
(da Wikipedia - Tier 1 - A network that peers with every other network to reach the Internet. Tier 2 - A network that peers with some networks, but still purchases IP transit to reach at least some portion of the Internet. Tier 3 - A network that solely purchases transit from other networks to reach the Internet.)
Sprint vanta oltre 53 milioni di clienti e tiene traccia, giornalmente, di tutte le chiamate eseguite sul proprio network (circa 365 milioni al giorno). Ci sono momenti in cui il sistema deve tener traccia di oltre 70.000 chiamate al secondo.
Come
poteva mancare Google? Strano a dirsi, ma non è tra i primi 3, cosa che
per molti di voi (e noi) apparirà come stranezza. Eppure, sembra che ci
sia qualcuno al mondo più "grosso" di Google stessa.
Scioriniamo giusto qualche numero...
91 milioni ricerche al giorno (Google ne terrà traccia? sembra proprio di si) che corrisponde a circa il 50% di tutte le ricerche eseguite sulla rete. Tutte queste ricerche, se proiettate in un anno corrispondono a circa 33.000 miliardi di ricerche eseguite dai navigatori Internet. Quanto potrebbe valere in termini di Terabytes?
Se a questo aggiungiamo i DataBase con i quali vengono indicizzati i miliardi di documenti (5 milioni di terabytes)
presenti nella rete, la dimensione parrebbe diventare quasi mostruosa.
Tanto che alcuni analisti dubitano effettivamente sia della capacità
fisica da parte di Google di indicizzare correttamente questa
incredibile mole di dati sia che questi dati vengano analizzati come si
dice (si legga l'interessantissimo post di Michael Martinez e seguenti commenti su SEOmoz).
Se
a questo aggiungiamo anche i DataBase di Gmail, Analitycs, Adsense,
YouTube etc. i calcoli diventerebbero assolutamente azzardati e
difficili da comprendere.
Storica azienda delle telecomunicazioni mondiali. Pare detenga il più grande indirizzo al mondo di utenze telefoniche. Se molte altre realtà (come ad esempio pare faccia la Sprint) splittano i dati su più DataBase, pare invece che la AT&T tenga tutti i dati in un unico grande DataBase, forse il più grande inteso logicamente. La sua dimensione è stimata essere di oltre 312 Terabytes (312.000 Gigabytes).
Questa
struttura fa a capo del Dipartimento Americano sull'Energia e si trova
in California. I propri database contengono tutte le informazioni su
tutte le possibili forme di energia, sul loro uso, provenienza e vi
adicendo. I supercomputers del NERSC vengono utilizzati anche
per scoprire e calcolare il famoso e fatidico BigBang e tutte le forse
fisiche dell'universo che hanno reso possibile questa teoria.
La dimensione? Si parla di oltre 2,8 petabytes (2.800 Terabytes = 2.800.000 Gigabytes di dati).
Se
per gioco si volesse dare una dimensione a questi dati, si tenga
presente che se si calcola che tutte le parole pronunciate nella storia
dell'umanità (pronunciate, quindi uscite dalla bocca di tutti gli
uomini della storia) potrebbero occupare uno spazio pari a 5 exabytes (5.000 petabytes = 5.000.000 Terabytes = 5.000.000.000 di Gigabytes), i dati contenuti all'interno del NERSC sarebbe pari allo 0,55%.

Siamo finalmente arrivati alla prima posizione.
Un Supercompuer da 35 milioni di dollari,
a cosa servirebbe se non calcolare enormi quantità di dati? Bene,
sappiate allora che i dati resi disponibili dal World Data Center for
Climate via Web (non ovviamente a tutti) ammonta a 220 terabytes di dati.
A questi però, si devono aggiungere ben 6 petabytes di dati su tapes, caricati di volta in volta a seconda delle esigenze.
Cosa fa il World Data Center for Climate? In parole per dummies, fa le previsioni del tempo. Scherziamo, non solo quello, ben di più.
Una
domanda ci sorge sontanea. Non è che all'interno di questo immensa mole
di dati ci sia già scritto il futuro climatico del nostro pianeta?
E con questo è tutto.
Sebbene sia stato un articolo molto lungo e complesso (ringraziamo Business Intelligence Lowdown
che ha pubblicato l'articolo originale e dal quale abbiamo tratto
questo post che consideriamo tra i migliori della nostra esperienza
editoriale), riteniamo sia servito e possa servire ai nostri lettori
italiani fornendo una chiara visione della realtà ed uno spiraglio
attraverso il quale guardare al futuro, con occhi attenti e vigili,
pronti ad accettare, capire, comprendere o rifiutare quello che l'informatica ci potrà riservare.
Perché quello che noi singoli utenti vediamo ogni giorno attraverso la finestra del nostro browser è soltanto un miliardesimo di un granello di sabbia nella spiaggia più grande del mondo.
Buona navigazione a tutti.