Svuotava le carte di credito grazie ad un Sms
Una maxi-truffa portata a termine con un semplice messaggio sul cellulare. Quasi mille gli ignari utenti coinvolti.
Redazione PMI-dome |
19 febbraio 2007
Ha
28 anni ed è residente a Varese, l’autore di una
maxi-truffa realizzata attraverso la tecnica dello
Smishing, ossia una pericolosa variante del
tradizionale phishing dove l’e-mail è sostituita con un
messaggio Sms.
In grado di colpire all’incirca 900 possessori di
carta di credito, che vedendosi recapitare sul
proprio telefonino un messaggio da parte di CartaSi,
hanno ritenuto attendibile la comunicazione e fornito
quindi il numeri e dati della propria carta, tute
informazioni finite nelle mani del giovane truffatore
che non ha assolutamente esitato ad utilizzare. Mentre
la stessa CartaSi, insieme ad altre società vittime (Visa
e Tim) erano sommerse da reclami di clienti,
inferociti per la scomparsa di somme di denaro dai
propri conti.
Come riporta oggi l’edizione milanese di
La Repubblica, la truffa
scoperta dalla polizia postale, dopo un indagine
partita un anno fa in seguito alla denuncia di CartaSi,
consisteva in un raffinato e ben congegnato raggiro:
« esiste un software che si può acquistare in Rete, in
grado di simulare la provenienza dell´sms da un
determinato numero di telefono, apparentemente
riconducibile alla società che si indica come mittente.
Sul display delle possibili vittime compariva un
messaggio intestato CartaSi che recitava:
«Attenzione, chiami il numero .... di Servizi
Interbancari per verificare la transazione con la sua
carta di credito, al fine di evitarne usi fraudolenti».
Il passo successivo era, appunto, la telefonata al
numero indicato: una voce preregistrata chiedeva di
digitare il codice della carta di credito e le tre cifre
del codice di sicurezza, restando in attesa per
parlare con l´operatore. Ma dopo aver digitato il
numero, trascorsi pochi secondi, la stessa voce invitava
a riprovare il giorno dopo perché nessun operatore era
disponibile.»
Adesso per il giovane, non nuovo alle truffe in quanto
era già stato indagato per l’uso fraudolento di carte di
credito ai danni dell’Esselunga, è arrivata la richiesta
di rinvio a giudizio, anche se per gli agenti inviati a
casa sua dal pm Francesco Cajani con lo scopo di
sequestrare il computer non è stata un impresa facile.
Visto che il giovane vedendosi con le spalle al muro a
cercato di far sparire le prove (decine di foglietti
contenenti i numeri di carte di credito utilizzate)
arrivando persino a trafugare e buttare nella
spazzatura il materiale appena sequestrato dalla
valigetta ventiquattro ore di uno degli agenti. Alla
fine un impresa vano e poco redditizia, visto che
proprio quei fogli ha permesso di risalire all’identità
di nuovo possibili truffati.
Fonte: Anti-Phishing Italia -
www.anti-phishing.it