Videogames per essere chirurghi migliori
Uno studio dimostra come un uso - moderato - dei videogiochi sia adatto a migliorare le prestazioni chirurgiche e di apprendimento dei medici.
di Luca De Nardo |
21 febbraio 2007
Secondo uno studio realizzato da Douglas Gentile dell'Università Statale dell'Iowa, giocare ai videogames fa bene ai chirurghi.
Lo studio ha infatti dimostrato che i medici che giocano per tre ore alla settimana hanno diminuito del 37% la possibilità di commettere errori e sono più veloci del 27%. Ma non solo sono anche più propensi e rapidi nell'apprendere nuove tecniche, ben il 47% in più rispetto ai colleghi che non si dilettano con vidogames.
Se poi si guardano quei chirurghi-giocatori che sono tra i primi tre nell'abilità di gioco, la possibilità di errore scende del 47% mentre la velocità di studio aumenta del 39%.
Le abilità che vengono messe in campo in un gioco a multipla dimensione sono particolarmente adatte alla formazione chirurgica, questo il vero significato di uno studio che non vuole esaltare il ruolo dei videogiochi in assoluto.
Infatti - perché un messaggio errato non passi ai tanti giovanissimi amanti dei videogiochi - Gentile specifica che i benefici riscontrati si riferiscono a sole tre ore di gioco a settimana, non alle nove ore di media collezionate dagli adolescenti.
E con una battuta aggiunge: "I genitori sappiano che spendendo troppo tempo ai videogiochi non stanno aiutando il loro bambino a entrare più facilmente nel percorso formativo medico".
E lo studio sempre di Gentile sugli effetti negativi dei videogiochi violenti sugli adolescenti è conferma della necessità di non prendere sempre ogni dato alla lettera, estrapolandolo dal contesto.