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PMI Dome

La biometria fa sentire più sicuri

Una ricerca rileva la scarsa fiducia dei consumatori nelle misure attualmente adottate da aziende ed enti pubblici per garantire la sicurezza fisica e informatica.
di a cura della Redazione | 05 marzo 2007

Una recente indagine promossa da Unisys evidenzia una maggiore considerazione dell'efficacia dei sistemi biometrici in alternativa alle odierne soluzioni di sicurezza adottate da aziende e enti pubblici.

Questa affermazione è il risultato delle interviste condotte su un panel di consumatori britannici e statunitensi che si sono dichiarati favorevoli all'impiego di tecnologie biometriche sia per potenziare i controlli alle frontiere, con l'identificazione degli individui attraverso caratteristiche fisiche quali impronte digitali, tratti del volto e morfologia delle mani, sia per tutelare le informazioni e i dati personali in ambito IT.

Con riferimento al settore informatico, la maggior parte dei consumatori intervistati negli Stati Uniti (63%) e nel Regno Unito (87%) ritiene che le principali minacce, destinate a crescere in futuro, siano legate al furto di identità e la sensazione comune è che gli istituti finanziari e le istituzioni non facciano abbastanza per contrastare questi fenomeni.

Alla luce di queste affermazioni, una percentuale ancora più alta di consumatori (addirittura il 92% in Gran Bretagna e il 69% negli Stati Uniti) auspica l'adozione di tecnologie biometriche da parte di banche, gestori di carte di credito, aziende sanitarie ed enti pubblici,come valida alternativa all'utilizzo di lettori di smart card, token e password/PIN, per compiere in modo efficace e rapido la verifica delle identità individuali.

I dati emersi dall'indagine rispecchiano quanto evidenziato lo scorso anno da Unisys in uno studio realizzato in occasione della quindicesima edizione del World Congress on Information Technology (WCIT). Allora circa il 70% dei consumatori intervistati aveva dichiarato di essere favorevole all'impiego delle tecnologie biometriche per combattere frodi e furti di identità, indicando come principali vantaggi della biometria la sua praticità e velocità del processo di controllo dell'identità.

Aeroporti e frontiere più sicuri con la biometria
Rientrando nei confini fisici delle problematiche di sicurezza, è evidente dai risultati della ricerca che i consumatori credano nell'impatto significativo della biometria sulla gestione degli aeroporti. Quasi due terzi degli intervistati negli Stati Uniti (62%) ha, infatti, affermato che la sua fiducia nella qualità del servizio offerto in queste strutture crescerà anche sulla scia di iniziative quali il Registered Traveler, un programma promosso dal settore privato - ma supportato dal governo - che utilizza le tecnologie biometriche per consentire ai passeggeri frequent-flier di superare in maniera più semplice e rapida i controlli senza compromettere il livello di sicurezza.

Anche nei controlli alle frontiere la biometria risulta essere il sistema ideale per migliorare ogni fase dei processi di verifica (51% degli intervistati), ma per l'85% dei consumatori oggi i livelli di controllo alle frontiere sono ancora inadeguati e soltanto la metà degli intervistati è convinta che il governo si impegni davvero per fronteggiare la questione con priorità.

"L'utilizzo delle tecnologie biometriche per identificare gli individui è l'unica soluzione che permette di controllare efficacemente le frontiere senza ostacolare il commercio e i trasporti e ridurre, allo stesso tempo, il numero degli ingressi clandestini", ha commentato Cohn. "I progetti che utilizzano le tecnologie biometriche, come i programmi Registered Traveler e Secure Border Iniziative, svolgeranno un ruolo fondamentale nell'accrescere la sicurezza e la fiducia dei consumatori e migliorare la customer experience. Al contempo, constatare la fiducia dei consumatori per queste tecnologie è un fattore determinante per l'efficacia complessiva delle misure di sicurezza che saranno adottate nel mondo".

Metodologia della ricerca
Lo studio è stato condotto per conto di Unisys dal Ponemon Institute intervistando 1.744 individui appartenenti a un campione di quasi 16.000 consumatori negli Stati Uniti. Lo studio ha comportato anche la realizzazione di una ricerca simile condotta da Ipsos/MORI su 500 consumatori britannici durante il mese di novembre 2006. Il campione è costituito da persone di età compresa tra 18 e 75 anni con un reddito familiare compreso tra 20.000 e 201.000 dollari l'anno. Le interviste sono state condotte online.

a cura della Redazione


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