FSF chiede collaborazione con i produttori di hardware
Un documento inviato ai principali produttori chiede un intervento in 5 aree per garantire la possibilità di scelta a chi voglia servirsi di software open source.
di Luca De Nardo |
05 marzo 2007
Free Software Foundation (FSF) oggi ha prodotto un documento “The
road to hardware free from restrictions”, che chiede ai fornitori hardware di collaborare con la Comunità del software libero per stabilire "un rapporto reciprocamente favorevole".
Il documento raccomanda ai produttori di agire in cinque aree: rilascio di drivers per il software libero, eliminare la “Microsoft
Tax” (ovvero le pre-installazione di sistemi Windows), la rimozione dei "lucchetti" dai BIOS proprietari, il supporto all'introduzione di BIOS open source e il rifiuto di quello che FSF chiama Digital Restrictions Management (ovvero il DRM - Digital Rights Management).
Peter Brown afferma che "con
l'utilizzazione crescente di software libero e il rifiuto di Vista - ultimo sistema operativo lanciato da Microsoft - grandi fornitori come HP, Dell, Lenovo e Sun, possono sfruttare l'opportunità di offrire finalmente agli utenti hardware adatto all'uso del software libero, rispettando la libera scelta, la privacy e la sicurezza degli utenti. La speranza è che questo documento produca risultati già nei prossimi mesi.".
E in un mercato open source che cresce, non è improbabile che le speranze di Bbrown si realizzino. Dell ha già dato qualche segnale positivo. Al produttore era stata inviata una bozza di questo paper già ai primi di gennaio, gli stessi clienti hanno richiesto all'azienda di fornire hardware con la possibilità di scegliere tra Linux e Windows o, almeno, senza sistemi pre-installati. Dell ha risposto accogliendo se non altro lo spirito di tale richiesta e facendo un primo passo verso il software libero con la certificazione dei propri PC desktop aziendali per l'uso di Linux.