di Stefano Bonacina |
08 marzo 2007
La frase introduttiva, di uno dei "pensatori" della
sicurezza informatica, è al contempo spiazzante e illuminante:
l'implementazione e lo sviluppo di una tecnologia di sicurezza sono
sostenute soprattutto da elementi economici imprescindibili.
Collocando
il tema all'interno di un'azienda, la dimensione economica della
sicurezza delle informazioni aziendali è nota soprattutto al Direttore
Finanziario, il quale, come in un meta-supermercato, applica una
targhetta con il costo ad ogni elemento dell'azienda.
Con questa
metafora non voglio sminuirne competenze e professionalità, ma anzi
cercare di mostrare che un’azienda profittevole deve saper quantificare
ogni sua componente e deve fare in modo che ogni responsabile abbia ben
chiaro quanto impatti il suo dipartimento nei profitti e nelle perdite
dell’azienda.
Ho parlato di sicurezza delle
informazioni e non solo di sicurezza dei sistemi informativi, poiché
l’informazione è uno degli asset aziendali più importanti e la sua
integrità non passa soltanto attraverso la tecnologia, ma anche
attraverso ben definite procedure aziendali e una consapevolezza da
parte di chiunque tratti informazioni sensibili (vedasi precedente articolo). Le
tecnologie per la sicurezza delle informazioni hanno un costo, come
pure i salari dei professionisti IT in grado di amministrarle;
sfortunatamente, però, sempre poca attenzione è stata dedicata al
fattore economico e alle prassi finanziarie applicabili all'argomento.
Per comprendere in che ambiente ci stiamo addentrando comincerò a parlare di perdite finanziarie: il Computer Security Insitute, in collaborazione con l'FBI, conduce annualmente una ricerca
sui crimini informatici nelle aziende: nel 2006 è risultato che la
perdita totale delle 313 aziende che hanno voluto fornire questa
informazione è stata di 52.494.290 $.
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Perdite causate da Computer Security Incidents (in $)
Questa cifra, sebbene molto ragguardevole, non
fornisce un quadro esaustivo dei costi indotti dall'Information
Security, non solo perché solamente solo 313 delle più di 600 società
hanno voluto o potuto fornire una quantificazione economica del danno,
ma anche perché ci sono voci, come quella riguardante il furto o la
perdita di informazioni sensibili, che non sempre vengono dichiarate, a
causa dei potenziali danni d’immagine dell’azienda (lo ammette più del
50% degli intervistati).
Un altro dato
significativo riguarda la percentuale di budget allocata per spese di
security: il 47% delle aziende intervistate alloca per la sicurezza
meno del 2% del budget IT, mentre un 12% non è in grado di
quantificarne l'entità.
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Percentuale del budget IT allocata per la sicurezza
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Questi dati di fatto confermano la sensazione
consolidata che i manager IT e della sicurezza abbiano dei grossi
problemi nel giustificare le spese inerenti la sicurezza delle
informazioni.
A volte vengono utilizzati metodi tipicamente
finanziari, come il calcolo del ROI, ma i risultati non sono sempre
confortanti: ad esempio, chi è in grado di quantificare il ritorno
sugli investimenti di un antivirus?
Il CFO o direttore finanziario
utilizza anche altre figure, come l’NPV (net present value) e l’IRR
(internal rate of return) che meglio si confanno a giustificare una
richiesta di fondi nella ripartizione periodica del budget.
Ma come chiedere a una figura preminentemente tecnica come il manager IT di vestire per un momento i panni di un ragioniere?
Un
paio di esempi possono aiutarci a introdurre l'argomento: il security
manager di una grande azienda americana (che ha preferito non divulgare
il proprio nome) ha sviluppato un programma per misurare i ritorni del
sistema anti-intrusione della società, utilizzando anche una lista di
costi che si sarebbero dovuti sostenere in caso i tentativi individuati
dal sistema fossero diventati dei problemi veri e propri.
I
responsabili della sicurezza di Oracle hanno fatto lo stesso quando si
sono resi conto che il precedente sistema di Intrusion Detection
generava dal 60 al 70% di falsi positivi. Uno dei sistemi in test ne
generava molti meno e, quindi, è stato calcolato che il processo di
sostituzione (servizi professionali, licenza, costi indotti e di
downtime, successivo mantenimento) sarebbe costata molto meno del
mantenimento del sistema precedente.
Il tema della dimensione
economica della sicurezza si fonda su un paradosso che affascina gli
economisti e demoralizza i manager IT: più un investimento in sicurezza
è adeguato meno visibili e misurabili sono i suoi risultati.
Il
calcolo del ROI non può essere applicato alla perfezione perché spesso
il ritorno sugli investimenti in sicurezza è intangibile: è più
opportuno quindi focalizzarsi sulle aspettative di perdita.
Un altro
svantaggio del ROI è che non tiene conto del valore del denaro nel
tempo: il denaro speso oggi vale più del denaro che si riceverà più
avanti, per la perdita indotta dal mancato investimento di quella
quantità di denaro.
Ci viene qui in aiuto il Net
Present Value, parametro più utile per considerare il valore di un
investimento nel tempo: l'NPV è il risultato della sottrazione tra costi
associati all’investimento nel tempo e totale scontato dei risparmi
attesi.
L'NPV confronta il valore di un euro
oggi contro il valore dello stesso euro nel futuro, considerando
l'inflazione e il ritorno: normalmente, se l'NPV di un progetto è
positivo, ci sono più probabilità che il progetto venga accettato; in
caso contrario il progetto può essere rifiutato perchè il cash flow risulta negativo.
Fine
della prima parte: nella prossima cercherò di calarmi nei panni di un
manager IT (cosa che peraltro ho già fatto nella realtà) e tratterò più
in particolare e con degli esempi concreti il concetto di NPV.
P.S.:
un ringraziamento al Direttore Finanziario della società per cui ho
lavorato fino al 2003, per avermi introdotto all'argomento e per essere
stato così esigente sugli aspetti economici dei progettiStefano Bonacina - http://connexioni.blogspot.com/
Stefano Bonacina lavora come Director in Intelligrate,
una società che si occupa di Competitive Intelligence, Text Mining e Sicurezza.
Al contempo tiene seminari e corsi e collabora con siti e pubblicazioni. Precedentemente
(1998-2003) ha lavorato in Fineco SIM e Banca Fineco, di cui ha diretto i
sistemi informativi dal 2000, è stato IT System and Project Manager in St
Microelectronics dal 1990 al 1998. E' membro della Society of Competitive
Intelligence Professionals e della Information Systems Security Assosiacion,
nonché vicepresidente della XML Finance
Association