Ma cosa vuol dire “link baiting”? Il verbo “to
bait” in inglese può essere tradotto con: “innescare”, “lanciare
l'esca” o addirittura “adescare”. La “Link baiting” corrisponde a
qualsiasi tipo di contenuto collocato internamente ad un sito web
(sulla home o su pagine interne) che catturi l'attenzione costituiendo
una "esca” per attrarre gli utenti e i visitatori convincendoli ad
inserire links sul proprio sito verso il sito o le specifiche le pagine
web che possiedono questo contenuto di grande attrazione.
Matt Cutts, nel suo famosissimo blog, ha definito come “Link bait”
qualsiasi contenuto che sia sufficientemente interessante per attrarre
l'attenzione della gente.
Nella normalità delle cose gli utenti che accedono e lasciano posts su
bullettin boards, newsgroups, siti di social networking (siti che
consentono le conoscenze sociali come ad es. MySpace.com) o blogs,
inseriscono un link al proprio sito cercando di stimolare gli altri
partecipanti a visitarlo. Si tratta di una forma di marketing assai
potente data la sua natura "virale”.
Nell'ambito del SEO (search engine optimization) e quindi dei lavori
che i seo-marketers compiono in ottica posizionamento nei motori di
ricerca, la quantità e qualità dei links univoci (non scambiati) che un
sito riceve rappresentano il metro attraverso il quale i motori di
ricerca calcolano il valore di popolarità e quindi di importanza che
Google esprime prevalentemente mediante il Page Rank. Il campo del
“Link bait” trae origine dai lavori di link building e, pertanto, si
pone anch'esso lo scopo principale di incrementare la quantità e
soprattutto la qualità dei links “rilevanti” che il sito acquisisce da
siti terzi con contenuti correlati. Questo metodo è considerato come
facente parte delle tecniche che possono essere incluse nella “Lista
bianca” ovvero quella lista (ideale – in effetti non è stata mai
scritta ufficialmente) che contiene le tecniche ammesse e consigliate
dai motori di ricerca.
Stefano Mc Vey
Cduweb Seo & Posizionamento