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PMI Dome

Fatturazione elettronica, tanti i benefici, pochi i beneficiari

La ricerca evidenzia risparmi fino a 60 euro a ordine, ma sono ancora molti gli ostacoli che le aziende si prefigurano per modificare l'organizzazione del processo.
di Luca De Nardo | 08 marzo 2007
Si è svolto oggi presso l’Aula Rogers del Politecnico di Milano il Convegno Fatturazione Elettronica: benefici non solo sulla carta, organizzato dall’Osservatorio sulla Fatturazione Elettronica e la Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con ACBI, Comdata, Consorzio DAFNE, Gruppo Tesi, Indicod-Ecr, Intesa, Itacable, Seceti, Thesia, Wins, eBilling, Idoq e Metel.

Sono stati presentati i risultati della Ricerca 2006-2007 dell’Osservatorio che ha analizzato oltre 50 studi di caso di aziende utilizzatrici delle nuove tecnologie di scambio documentale e fatturazione elettronica ed oltre 50 studi di caso di provider e fornitori di soluzioni. Il lavoro è stato affiancato da una survey condotta in collaborazione con Indicod-Ecr nel largo consumo e con Dafne nel farmaceutico. È stato inoltre sviluppato un modello di valutazione dei benefici derivanti dall'integrazione del ciclo dell'ordine e applicato a diversi settori e casi aziendali. Completano il quadro l’analisi della filiera dell’offerta ed una disamina critica dell’attuale quadro normativo.

Dai risultati emerge con chiarezza che i benefici conseguibili da un’applicazione consapevole dei modelli di fatturazione elettronica e, più in generale, di integrazione del ciclo ordine-consegna-fatturazione-pagamento possono essere molto consistenti: una riduzione del costo del ciclo dell’ordine, per una coppia produttore-distributore, pari a 25 euro per ordine o fattura nel settore farmaceutico, a oltre 45 euro nel settore del materiale elettrico, fino a 60 euro nel settore del largo consumo.

Il tasso di adozione ad oggi è però largamente inferiore al 5% del valore scambiato tra aziende. Come si spiega questa contraddizione? Quali sono le cause di un così basso tasso di adozione?

La contraddizione in realtà è solo apparente; solo le pochissime aziende che hanno ad oggi implementato in modo completo i principi dell’integrazione e della dematerializzazione del ciclo dell’ordine comprendono realmente i consistenti benefici della fatturazione elettronica, che rimangono ancora sconosciuti alla maggior parte dei potenziali utenti e anche a molti degli attori del mondo dell’offerta.

Inoltre spesso vengono fin troppo enfatizzati alcuni fattori di complessità che alla riprova dei fatti appaiono assai meno significativi.  
Parliamo ad esempio del quadro normativo, spesso considerato poco chiaro, ma che ad un esame più approfondito - che consideri il Decreto Legislativo del 20 febbraio 2004 n° 52 che ha recepito la Direttiva 2001/115/CE del Consiglio del 20 Dicembre 2001, e il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004, e anche le circolari interpretative che chiariscono le novità introdotte - risulta ragionevolmente completo e chiaro.
L’esistenza di molteplici standard di strutturazione dei documenti, considerato uno dei maggiori ostacoli, è da considerarsi anche un fattore di ricchezza, essendo molti di questi standard legati a specificità di contesto (settore, paese, porzione di processo).
Il costo e la complessità della tecnologia abilitante, e quindi in ultima battuta l’immaturità e l’inadeguatezza della filiera dell’offerta di servizi e soluzioni, sono ritenute un’ulteriore barriera all’adozione; il quadro che emerge dall’analisi però è quello di una filiera dell’offerta strutturata e culturalmente preparata, in cui convivono fornitori storici con moltissima esperienza e fornitori giovani con meno esperienza ma elevata proattività.

La reale complessità che permane è la necessità per le aziende di gestire il cambiamento organizzativo che questi progetti richiedono e la capacità di stimarne adeguatamente i benefici.


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