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Donne nell'ICT: un potenziale da sfruttare


mar 9, 2007

La proporzione delle laureate nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione in Europa è in calo, soprattutto in confronto ad altre regioni del mondo.



 




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Per incoraggiare le donne a intraprendere una carriera nel settore ICT, la Commissione ha presentato ieri, in occasione della giornata internazionale della donna, i video-diari di 6 giovani donne che hanno avuto la possibilità di seguire la giornata di lavoro di un’affermata professionista del settore (ingegnere o dirigente tecnico) e di conoscere le promettenti prospettive di carriera aperte alle donne nel settore ICT.

"Se un numero maggiore di donne intraprendesse la carriera professionale nell'ICT, ciò costituirebbe un fattore di cambiamento e un considerevole incentivo per questo settore economico fondamentale in Europa", ha dichiarato Viviane Reding, Commissario europeo per la società dell’informazione e i media in occasione della giornata internazionale della donna a Bruxelles. "Con la carenza di personale qualificato che si profila nel settore, dobbiamo incoraggiare un numero maggiore di donne ad intraprendere studi e carriera professionale in questo settore in modo da incrementare le capacità occupazionali e sfruttare il potenziale creativo delle donne."

Il settore ICT contribuisce per il 5,3% al PIL dell’UE e per il 4%all’occupazione. Continua a registrare una crescita superiore alla media ed è tuttora il settore europeo più innovativo e ad alta intensità di ricerca.

Tuttavia, entro il 2010 il settore registrerà un deficit di 300.000 figure professionali qualificate. L’Europa ha quindi bisogno di un maggior numero di professionisti in questo settore. Benché il numero dei laureati in scienze informatiche nel territorio dell’UE-27 sia cresciuto del 133% dal 1998 al 2004, oggigiorno l’Europa è arretrata rispetto alle altre regioni del mondo. Nel 1998 i laureati in informatica erano il 2,3% di tutti i laureati nell’UE-27 e tale proporzione è passata al 4% nel 2004, ma negli USA i laureati del settore sono passati dal 2,3% al 5% e nella Corea del Sud dall1% al 6%.

Le statistiche relative alle donne laureate sono ancora meno incoraggianti. Le laureate in informatica sono passate dal 25% nel 1998 al 22% nel 2006. In altre regioni del mondo la presenza femminile in questo campo è maggiore: Canada (27%), USA (28%), Corea del Sud (38%).

La percentuale di donne che lavorano nel settore varia ampiamente da uno Stato membro all'altro, andando dal 6% nel Lussemburgo al 41% in Lituania. Tuttavia molte delle studentesse che intraprendono una carriera nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione la interrompono per dedicarsi ad altri campi. Inoltre, poche donne raggiungono posizioni di alta dirigenza, soprattutto nel settore ICT. Circa il 66% delle società di telecomunicazione non ha rappresentanti femminili nel Consiglio di amministrazione. Inoltre, in 14 tra le principali società ICT, meno del 10% dei membri del CdA sono donne e nelle telecomunicazioni tale percentuale scende ad appena 6%.

Per questo motivo, la Commissione sta cercando di incoraggiare le donne a intraprendere una carriera nell’industria delle ICT e di stimolare l’interesse tra le giovani studentesse che devono ancora prendere le prime decisioni per il loro futuro professionale.

Perché alcune giovani possano farsi un’idea di cosa significa lavorare nel settore, la Commissione ha avviato una iniziativa che consente ad alcune giovani di osservare all'opera una professionista del settore per un giorno. Al primo progetto pilota hanno preso parte cinque delle maggiori società tecnologiche (BT, Cisco, Infineon, Motorola e Nokia) assieme alla Commissione europea. La stessa Commissaria Reding è stata “seguita” nel corso della sua partecipazione alla conferenza ed esposizione di Helsinki sulle TSI nel novembre scorso.

La Commissione europea ha recentemente avviato uno studio approfondito sulla situazione delle donne nel settore delle TIC i cui risultati sono attesi per ottobre 2007.



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